Perché "La Chiave"?

 

Per tutto il Settecento francese si diffuse un sottogenere letterario che non aveva una buona reputazione: il cosiddetto romanzo chiave.

Da Parigi e dalla provincia, un numeroso gruppo di scribacchini, librai falliti, spioni, delatori, doppiogiochisti si istallarono a Londra, dove le leggi sulla diffamazione non esistevano. Qui scrivevano e stampavano i loro libri riguardanti le imprese, perlopiù erotiche, di ministri, grandi dame, alti funzionari. In pratica, tutta la nobiltà riunita a Versailles.

Il divertimento dei lettori consisteva nel decifrare chi fosse la vittima attraverso le pesanti allusioni nel testo, ma in molti casi l'autore si preoccupava di dare in appendice la chiave, appunto, identificando uno a uno i protagonisti del suo libro.

La vittima a quel punto inviava a Londra qualche suo agente fidato con l'incarico di leggere il calunnioso libretto e pagare grosse somme di denaro per evitarne la pubblicazione.

Noi non chiediamo riscatti né diffamiamo nessuno (non intenzionalmente, almeno), ma siamo soliti cogliere il lato bello delle cose. Quello che ci ha colpito di questa storia è che da questo sottogenere denigrato nacque a un certo punto uno dei più grandi libri mai scritti: Le relazioni pericolose.

L'autore apparteneva alla piccola aristocrazia di provincia, era un militare e non aveva mai scritto molto. Mentre componeva il suo romanzo epistolare non aveva in mente nessuno: la chiave non c'era. De Laclos non ama i due libertini che si scambiano lettere, ma non gli interessa fare la morale: quella è la gente che lui conosce e ce ne racconta i misfatti senza mai condannarli moralisticamente.

Questo è quello che abbiamo intenzione di fare: selezionare romanzi che non infliggano condanne, ma che raccontino le cose così come sono. Perché il sesso è un tabù, qualcosa di cui non parlare, una cosa che viaggia per metafore. Ma in realtà è ciò da cui siamo nati e fa parte inevitabilmente della nostra vita. Sessi pulsanti, sudore, umori, suoni, gambe che tremano e cuore che palpita: se voi riuscirete a scrivere di tutto questo senza cadere in stupidi cliché, se saprete come cogliere il momento, descrivere senza essere noiosi, se sarete capaci di far sentire un odore anche solo sfogliando le pagine di un libro, noi saremo pronti a pubblicare la vostra opera e a farla leggere al mondo intero.