Voluttà

 

Sotto la doccia, poco prima, ho chiuso gli occhi assaporandoti già, tentando di guidarti attraverso i miei pensieri perché entro pochi minuti sarai qui, da me.
L’acqua mi scorre addosso percorrendo la pelle che saprò farti amare di lì a poco e dalla testa si rivolta a cascata in basso, facendo ghirigori leggeri, caldi.
Appena due giorni sono trascorsi, solo due giorni dal momento in cui ho capito che eri tu quella che aspettavo e in quel momento mi è mancato il respiro d’improvviso, perché riuscivo a sottrarti alla tua vita di ogni giorno. Solo per me, poche ore solo per me. O tutta la vita.
Mi faccio accarezzare dall’accappatoio perché voglio sentirti subito sul mio corpo, anelito impazzito in fiamme e al buio della mia stanza, mentre ti spio attraverso le assiti della persiana, ti guido a me.
Ti vedo arrivare, timida infiorescenza, tremante e inconfondibile figura: sali le scale, i tuoi passi salire i gradini, un po’ incerta ancora ma sei lì, da me.
Il chiavistello suona leggero, dischiudo la porta come fosse il mio cuore che mi irrora le membra. Non ti do tempo per accomodarti che subito ti sono addosso; cerco la tua bocca che ho desiderato per lunghissime ore nella mia solitudine eterna, la faccio mia mentre le mie mani si ricordano di te, dei tuoi anfratti ancora avviluppati nelle vesti che hai indossato a timida difesa.
E ti respiro al buio perché è della tua essenza che voglio nutrirmi, adesso. Ogni veste a cadere sul pavimento, libera di andare altrove che adesso non ce n’è bisogno. Il muro lì accanto ti accoglie e la tua schiena si inarca a far sì che io ti accarezzi più profondamente. Ho voglia di prenderti tutto, adesso, voglia di dilaniarti, sbranarti, affamato come sono da giorni, così anche lo stipite della porta può essere un giaciglio mentre ti giro di spalle e suggo il tuo collo come un vampiro latente e mi inebrio dei tuoi seni grandi, generosi mentre le mie mani non lasciano la presa del tuo sesso grondante.
Se potessi fluirti dentro lo farei all’istante, sciogliendo il sangue rappreso da giornate sperdute nel nulla e nell’ignavia.
E non guardarmi adesso che il buio diviene appena ombra, non sbirciare ma ascolta soltanto ciò che ti dico.
Fatti legare perché così sei più libera di darmi altro. Datti a me con fiducia perché così divieni più libera da te stessa. Mi sgorghi sulle dita che crivellano d’amore quelle labbra segrete: mangialo, il tuo amore, mangialo insieme a me e al mio sesso. Le ombre diventano sempre meno indistinte e posso vedere i tuoi occhi, adesso liberi, che obbediscono al tuo desiderio di essere mia: adesso vuoi, adesso sai di voler mentire. Per questo.


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