Tentami

 

Mi tenti.
Con la voce assonnata del risveglio, quando ancora i sogni ti navigano addosso, mentre il caffè si tuffa dentro di te e cerca di svegliarti e il tintinnio del cucchiaio ci fa da campana.
Ma ti riporta a me. O sono io a riportarti qui.
Mi tenti.
Quando esageri con le parole e con i tuoi silenzi così carichi di energia fluida.
Come un sole. Come pioggia. Caldo e umido allo stesso tempo.
Mi tenti.
Con gli occhi dei tuoi occhi che chiedono la mia presenza, il mio amore, la mia essenza, la donna che è fuggita, quella nascosta, la bambina lasciva, l’amante. Tutte le donne che mi vivono dentro.
Mi tenti.
Quando il mio cuore ricomincia a battere confuso perché prima si era dimenticato di farlo, e quando ricomincia mi si annebbia la vista e mi stordisce e mi ricorda quanto sia stato sacrificato, di me, fino a questo momento, quanto di quel battito sia stato soffocato.
E poi mi stupisco quando torni ancora, ancora e ancora per saziarti e appagarti di me e trovi altri appetiti, quando mi cogli fremente perché chiedo le tue attenzioni e vibro tra le tue mani.
Come un immenso globo terrestre, mi percorri tra valli, anfratti, rilievi che ti sono sconosciuti ma noti o di nuovo conosciuti ma ignoti allo stesso tempo.
Ti amo. No, di più.
O diversamente, ma ti amo.
Mi tenti.
Molto più di quello che pensi, più di quello che sai di me che sembri conoscere da sempre e che ti elargisco a piene mani. Senza più vuoto a perdere perché di vuoti non ce ne sono, ma una pienezza appagante dapprima latente, ora sconvolgente e reale.
Mi tenti.
E voglio essere tentata, azzardata appena e poi scivolarti addosso, lenirti e sfiorarti, scioglierti e sciogliermi insieme a te, liberi da frulli e passi legati, come una passeggiata a piedi scalzi.
Mi tenti.
Quando travolgi te stesso per scovarmi nelle pieghe nascoste che ti offro aprendo gli schermi, annullando gli schemi convenzionali divenendo la mia ossessione costante, non più latente.
Voglio mangiarti.
Morsi senza tormento a bocconi ripieni, a stille carezzevoli tra papille e gusto sincronico.
Mi tenti.
E io non voglio fuggire.


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