Eliselle

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E' l'autrice di "Laureande sull'orlo di una crisi di nervi", di "Nel paese delle ragazze suicide" e dell'ultimo romanzo uscito in edizione riveduta, corretta e ampliata "Ecstasy Love".

E' presente in numerose antologie e collabora con siti web, nonché coordina un portale tutto suo, Delirio.net. Insomma, conosciamo oggi una ragazza dalle mille e più risorse che si racconta per noi in questa intervista. Vi presento Eliselle, da scoprire anche sul suo blog e sul suo sito.

Frequenti internet dal 1999 ma so che scrivi praticamente da quando eri bambina. Si può dire che il web ha dato una svolta ai tuoi innumerevoli lavori e collaborazioni, ma come hai vissuto la scrittura quando eri bambina?

Da piccola ero una poetessa malinconica e una fantasiosa scrittrice di raccontini e favolette. La scrittura era un divertimento per me, ma amavo molto anche disegnare e spesso aggiungevo decorazioni e tavole a matita e a pastelli accanto alle parole per dare alla pagina un tocco artistico in più. Era un modo per imparare, per capire, era un andare a tentativi nell'interpretare il mondo come fanno i bambini. Poi c'è stata un'evoluzione durante l'adolescenza: la scrittura non era più un passatempo né un divertente esperimento, ma una vera e propria terapia, una catarsi per purificarmi da paranoie, ansie e guai tipicamente adolescenziali. Una fase che credo passino in tanti. La scrittura ha sempre significato tantissimo per me, ho sempre preferito esprimermi con la parola scritta. Amo ascoltare le voci degli altri e non la mia, amo sentire gli altri raccontare. Io sono un tipo abbastanza silenzioso.

Lettrice curiosa e una delle poche scrittrici che, a mio avviso, non si è fossilizzata in un unico genere. Molti forse ti accosteranno soprattutto a quello erotico, ma la tua vera passione è la storia. Da cosa nasce questo interesse e come è iniziata la collaborazione con LiberaEva e le Interviste Impossibili?

La storia fin da bambina mi ha sempre colpito per la sua grandezza e la sua ferocia, per la sua capacità di insegnare all'uomo. Adoravo le civiltà antiche, sapevo tutto sugli Egizi, sulla Grecia e su Roma, poi ho scoperto l'epica medievale e con essa il Medioevo. In generale è sempre stata una materia importantissima per me, riusciva e riesce a scatenare la mia curiosità e la mia immaginazione, ma se devo spiegare come nasce questo interesse, non saprei. Credo che sia semplicemente un'attitudine che in qualche modo ha trovato terreno fertile, anche grazie a chi ha assecondato le mie passioni: mio padre mi ha trasmesso molto, quando mi portava in giro per castelli. E' stato grazie a lui che ho incontrato per la prima volta Matilde di Canossa ed è stato amore a prima vista. La collaborazione riguardo le Interviste Impossibili è iniziata per caso, LiberaEva mi ha proposto il progetto e ho accettato subito: quando si parla di donne nella Storia, per me è difficile resistere. Sono stata costretta a sospendere per qualche tempo, ma spero di tornare presto a intervistare figure femminili del passato famose e intriganti. Non appena gli impegni me lo permetteranno.

Delirio.net è un portale che, in pochi anni, ha modificato in modo sostanziale contenuti e consistenza, passando da un delirio del mondo a un vero e proprio punto di riferimento per avere informazioni su cinema, libri, musica e quant'altro. Come è nato questo progetto e come siete arrivati al portale che vediamo oggi?

E' stato un percorso lungo ma assolutamente naturale. Il nome c'era già, è nato prima ancora che un vero e proprio portale venisse concepito, e subito mi sono adattata a questo nome. Poi ho proposto altri argomenti. Con calma, senza fretta, sperimentando, cercando sempre idee nuove e provando a metterle in atto, osservando la risposta del pubblico. Piano piano il portale si è evoluto ed è tutt'ora in evoluzione, per sua (e mia) natura non può fossilizzarsi. Molto spesso, la vita è un delirio, e questa parola è applicabile in diversi campi e con accezioni diversissime tra loro: col tempo abbiamo semplicemente ampliato il raggio di questa definizione. Delirio.net è un ricettacolo di notizie strane alternate a news e interviste inedite, un mix di argomenti frivoli e di argomenti seri, e la cosa divertente è che si parla di tutto: io in primis mi diverto a seguirlo ed è stimolante andare a caccia di personaggi e situazioni, è un'esperienza che arricchisce personalmente e professionalmente. Lo trovo indispensabile per una curiosa come me.

Hai partecipato a numerose antologie. Ce n'è una alla quale, per qualche motivo, sei particolarmente affezionata?

La prima sicuramente, Tua con tutto il corpo, uscita nel 2005 per la Lietocolle, perché è la prima per cui sono stata scelta: mi sono sentita onorata di far parte del disegno della curatrice Francesca Mazzucato, che mirava a raccogliere le voci dal web che raccontassero l'eros. Ma sicuramente anche Storie d'acqua dolce, uscita lo scorso anno per le edizioni Eumeswil, per il racconto che ho scritto: è ambientato nel primo Dopoguerra ed è dedicato a mio padre. Leggerlo lo ha commosso e per me è stato il primo momento in cui ho realizzato che forse si, scrivere poteva davvero essere la mia strada.

In Italia escono tantissimi nuovi romanzi, più o meno buoni, ogni mese. Che consiglio daresti a tutti quegli autori emergenti che si affacciano nel mondo della scrittura e che dovranno avere a che fare con editori, promozioni varie e percentuali?

Il consiglio principale è di avere tanta pazienza e lavorare duro, cercando di tutelarsi e di non scendere a patti con editori a pagamento o senza scrupoli che non pensano all'autore ma solo al profitto. Certo, a volte scoccia vedere che c'è chi utilizza scorciatoie mentre tu, che magari sei più sfortunato e non hai amicizie in punti strategici e tra gente che conta, fai una gavetta a volte di anni. Ma arrivare a una pubblicazione con la certezza e la consapevolezza di esserci arrivato perché la tua scrittura valeva qualcosa e senza raccomandazioni né furberie d'altro tipo, arrivare ai lettori che ti scrivono per dirti bello il tuo romanzo con la sicurezza di averlo scritto tu di sana pianta, senza essertelo fatto accomodare da chicchessia, ti ripaga di tutta la fatica che hai speso fin lì.

Hai scritto il tuo ultimo romanzo Nel paese delle ragazze suicide insieme a un'altra brava autrice, Angela Buccella. Come si è svolta tecnicamente la stesura e quali sono i pro e i contro di un testo scritto a quattro mani?

La stesura si è svolta via e-mail, un vero e proprio botta e risposta di racconti, ognuna ha tenuto a battesimo quattro personaggi. Poi ho fatto un editing finale per cercare di uniformare il tutto e soprattutto tagliare le mie parti: io avevo scritto il doppio e non ci entrava tutto, nei Lemming! Mi sono divertita a creare personaggi estremi e borderline, una cubista, un dj, una ragazza bulimica e una cameriera misantropa, e a sperimentare un tipo di scrittura che non avevo ancora utilizzato, molto cannibale, molto pulp. I pro di un romanzo scritto a più mani sono bene o male la velocità di stesura: se ti dividi il lavoro con una certa razionalità e mantieni il ritmo, i risultati arrivano prima. I contro possono essere diversità di vedute e di opinioni che nascono col tempo, ma in generale, a mio avviso, le collaborazioni con altri autori sono motivo di crescita e confronto. Bisogna vedere il lato positivo.

So che hai in mente di scrivere un romanzo storico del quale hai già delineato da qualche tempo le linee guida. Vuoi regalarci qualche buona notizia in anteprima?

Eh magari potessi! Ce l'ho nella testa, almeno in parte, ed è da un paio d'anni che mi sto documentando in proposito. Ma al momento non mi sento pronta per affrontare una mole di lavoro del genere: preferisco rilassarmi con un altro progetto, molto più easy e divertente, perché ora sono in promozione con due romanzi, Ecstasy Love e Francigena Novellaria a.D. 1107: sono entrambi due romanzi che si prestano a diverse declinazioni, quindi con un corollario di conferenze e serate più artistiche con musica e recitazione, non reggerei allo stress mentale!

Spazi dal romanzo erotico a quello fantasy, dai racconti brevi al giornalismo online. Inoltre, so che ti piace dipingere. Per questo non posso non farti la domanda di rito: se dovessi dipingere l'erotismo, quale colore useresti?

Più che dipingere, è esatto dire che pasticcio con gli acquerelli. Mi piacerebbe diventare brava a padroneggiare con questa tecnica. Per dipingere l'erotismo userei due colori, il rosa e il nero. Amo i contrasti. Io stessa ho un'anima doppia, e questa mia caratteristica mi spinge a scegliere un colore tenue, mite, pastello, abbinandolo a uno scuro, notturno, affascinante. Dolcezza e passionalità insieme.

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