Ermione

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E' stata una bella sorpresa, per me, incontrare Ermione. Conosciuta prima come autrice attraverso il concorso "Un bacio al cioccolato", spiata attraverso una serata al Maurizio Costanzo Show, ora modella ufficiale per le copertine delle antologie di racconti che usciranno per My Secret Diary.

Ermione, modella alternativa, freelance e professionista, ha lavorato con alcuni tra i migliori fotografi europei, presente in diversi calendari e riviste, nonché autrice del romanzo "Soffocami o abbracciami", risponde per voi e per My Secret Diary ad alcune domande - invitandovi ovviamente a visitare il suo sito personale... Buona lettura...


Ermione è ovviamente un nome di fantasia. Perché l'hai scelto?

Ermione è il nome d'arte con cui mi propongo e con cui sono conosciuta da tre anni. Il primo a chiamarmi così è stato l'uomo per cui ho sofferto di più al mondo (e per cui non valeva assolutamente la pena di stare così male). Iniziò a pensare a me con questo nome, in segreto, sin dal nostro primo incontro avvenuto sei anni or sono. Pensava a me come se fossi la ninfa della Pioggia del pineto di Gabriele D'Annunzio. In questo nome... il mio destino: per fuggire dal dolore che il suo abbandono mi provocò mi sono trasferita da Milano a Pescara, città in cui il Vate è nato. "Ermione" è la sola cosa di lui che voglio ricordare.

Com'eri da bambina?

Ero una bambina ossessivamente innamorata del suo papà, uomo sfuggente, bellissimo e traditore. Uomo che amavo piano e di nascosto senza che lui potesse accorgersene. L'avrei seguito ovunque ma purtroppo correva molto più veloce di me. Ero una bambina sola, che cercava nel cibo sfogo e compagnia. Ero una bambina grassa.

E adesso come sei? Qual è la tua più grande paura e qual è, invece, la cosa che ti fa stare meglio?

Ora sono in normo peso, ma non mi sento meno sola e nemmeno abbastanza svelta da raggiungere mio padre, che continuo ad adorare in silenzio. Temo le malattie incurabili, quelle che ti divorano piano piano. Temo di disintegrarmi. Non credo di aver trovato nulla in grado di farmi star bene... cioccolato a parte.

L'omosessualità e la bisessualità sono considerate ancora oggi, soprattutto in Italia, come modi "sbagliati" di vivere. Tu cosa ne pensi?

Adoro le donne, amo la femminilità in tutte le sue manifestazioni e la cerco anche negli uomini. Ho personalmente vissuto storie di "omosessualità", mai però fino a perdere lucidità. In altre parole, mai ho creduto di amare una donna.

Nelle tue parole c'è sempre una nota, a volte più e a volte meno sottile, di malinconia e tristezza. C'è stata una storia in particolare che ti ha resa così? Ce ne parli?

Non credo sia stata una storia in particolare a rendermi malinconica. Se guardo le fotografie di quando ero piccola già avevo lo sguardo triste. Forse mio padre mi ha resa triste. Poi c'è stata la storia con Fabio, durata tantissimo. Lui mi ha abbandonata lasciandomi nello sconforto più totale. Per un'altra, ovvio.

Hai qualche rimpianto? Ti sei pentita di aver fatto qualcosa in passato o di non averla fatta?

Rimpiango di aver permesso al migliore dei manipolatori affettivi esistenti di farmi sfiorare il suicidio. Avevo riconosciuto le sue intenzioni di Dominio psicologico, ma non ho avuto la forza di staccarmene.

Cosa rappresenta per te la scrittura? E il mestiere di modella?

Sia la scrittura che il posare come fotomodella alternativa sono per me autentiche forme di auto terapia. Due modi di incanalare nel giusto modo le energie e per sentirmi gratificata. La fotografia appaga immediatamente il narcisismo, la scrittura ovviamente richiede più tempo.

Che progetti hai nel campo della fotografia? C'è qualcosa che vorresti fare e che non hai ancora fatto?

Penso punterò più sulla scrittura che sulla fotografia, di posare sono un po' stanca. Ho bisogno di una pausa, ma le mie pause durano poco. Vorrei comunque posare nuovamente per il calendario di Cofani Funebri, grazie al quale sono stata invitata a diversi programmi televisivi.

Come ti è venuta l'idea del libro e cosa vorresti trasmettere?

Il romanzo è stato scritto in un periodo di sofferenza acutissima, devastante. Io lo definisco "psico-erotico". L'erotismo è a tinte forti, ma anche la sofferenza è tangibile.

"Soffocami o abbracciami": spiegaci perché questo titolo...

"Soffocami o abbracciami, un titolo che è un ossimoro. I due gesti, però, si assomigliano nella gestualità. Il mio romanzo, oltre che di eros, tratta le forme di "dipendenza psicologica". Esistono individui che per appagare il proprio narcisismo non trovano pace fino a che non riescono a condizionare il proprio partner. Lo fanno in modo lucido e terrificante. Al termine di tale processo di disumanizzazione, se il manipolatore affettivo è stato abbastanza abile, per la sua vittima essere soffocata o abbracciata sarà più o meno la stessa cosa.

Il libro si può considerare anche solo in parte autobiografico?

Sì, è mio il messaggio che voglio lanciare, autobiografico solo in questo: diffidate da chi tenta di manipolarvi. Una delle tecniche più diffuse è alternare gratificazione e frustrazione. Scappate.

Hai qualcosa nel cassetto che pensi di pubblicare in futuro? Qualche nuova idea per un nuovo romanzo?

Ho un secondo romanzo pronto. Più audace di "Soffocami o abbracciami" dal provvisorio titolo "Fino in fondo".

Se provassi a dipingere su una tela l'erotismo, quali colori useresti?

Userei il blu. Io sono blu. Mi sento e mi vedo BLU.

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