Mariella Calcagno

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Il percorso di Mariella Calcagno inizia tanti anni fa con la collaborazione a Eroxe, all'uscita del suo libro "Fra le tue mani".

Ha poi collaborato con articoli e organizzazioni di vari corsi di scrittura fino a creare il suo, basato sulle emozioni e sulla voglia di dar qualcosa scrivendo. Ora è da poco diventata la direttrice di una collana di romanzi dedicati all'erotismo. Una donna, come si dice, piena di risorse e in continua evoluzione. Per conoscerla meglio potete visitare il suo blog, Schizofrenie letterarie.

Come e quando ti sei avvicinata alla letteratura erotica, e soprattutto perché?

Mi sono avvicinata all'erotismo letteraria da ragazzina, leggevo la classica Anais Nin, ero curiosa in preda alle prime pulsioni sessuali. All'erotismo scritto, quasi per gioco, per sfida. Un'amica scrittrice venne a stare da me nell'agriturismo che avevo, tanti anni fa, all'inizio. Scriveva erotismo. Finii anche nel suo libro. Leggendo capii che io avrei fatto in modo diverso, avevo occhi diversi dai suoi, avrei voluto correggerla. Quindi iniziai a scrivere...

Dalla stesura delle prime righe scritte quasi per gioco come sei arrivata a Eroxe e alla pubblicazione del primo romanzo?

Sono arrivata alla ProImage prima ancora che su Eroxe. Su internet avevo visto che cercavano nuovi autori e impulsivamente ho spedito Fra le tue mani, un libricino erotico, scritto da chi è alle prime armi, scritto in due settimane, me l'hanno pubblicato con sorpresa. Se lo leggessi ora lo cestinerei. La collaborazione con Eroxe inizia dopo la pubblicazione del libro. Da lì nasceranno idee di antologie e concorsi, letture di migliaia di racconti, la voglia di imparare di più sulla scrittura. Ora lavoro per me stessa verso gli altri.

Come è maturata la Mariella che leggeva Anais Nin e che si è ritrovata per caso a scrivere di letteratura erotica e cos'ha di diverso dalla Mariella di oggi?

E' maturata. Appunto. E' cresciuta leggendo continuamente, confrontandosi con chi leggeva cercando sempre punti di vista diversi, cosa che trovo basilare per chi scrive. Inoltre la tecnica va curata, ho iniziato a frequentare corsi per tutta Italia, da Patrizia Finucci Gallo di Bologna ad Antonella Cilento di Napoli. Corsi che mi hanno aiutato a crescere ma specialmente a farmi capire che scrivere non era esattamente il mio vero fine, ma quello di consigliare, volevo stare dall'altra parte. Volevo creare il mio corso, notavo che avevo 'occhio' nel saper leggere un testo. Desideravo cose diverse.

E a quel punto hai pensato di aprire un corso tutto tuo. Come lo hai organizzato? Spiegami cosa senti, cosa ti piace nell'insegnare.

Ho pensato a ciò che avrei voluto trovare in un corso. Non solo tecnica ma anche emozioni, lavorare proprio su queste. Usare ciò che sentiamo e conosciamo di noi e negli altri, trasformandolo poi in tecnica solo alla fine. Scrivere non è solo tecnica ma anche emozione. L'ho organizzato spinta dal desiderio di condividere con altri il mio percorso di scrittura, confrontarmi, crescere insieme ai miei allievi. Quando sono con loro sento emozione, desiderio di dire qualcosa che va oltre le parole scritte, è bellissimo. Il corso viene tenuto a Parma, presso un'associazione artistica che si chiama Borgofiore, luogo dove l'arte viene espressa a trecentosessantagradi.

Come è nata l'idea di dedicarti a una collana e perché hai scelto proprio la Graphe.it Edizioni?

L'idea ce l'avevo dentro da tanto, ma non è facile trovare persone serie e con la voglia di condividere con altri le proprie idee. Con Graphe.it è stato casuale, il destino in qualche modo ci ha fatto incontrare. Il direttore Roberto Russo ha presentato un concorso al corso di scrittura creativa che tengo a Parma; nel frattempo io presentavo dei suoi scritti senza sapere che lui fosse il direttore di tale casa editrice... e lui, senza sapere chi fossi io, frequentava il mio blog. Insomma, non vorrei annoiare e spiegare oltre, l'interesse nel lavorare insieme è stato poi reciproco, io ho presentato loro un progetto di una collana. Loro hanno accettato in quanto sono sensibili a nuove idee e progetti. Afrodite è la collana erotica che dirigo alla Graphe.it.

Afrodite è nata da pochissimo. Che percorso di sei prefissata di far fare alla collana e che risultati speri di ottenere?

L'inizio è molto positivo in quanto la stretta collaborazione con gli editori è davvero esaltante. Il direttore Roberto Russo è aperto a ogni iniziativa, entusiasta del suo mestiere ama condividere con i suoi collaboratori ogni progetto. La casa editrice è aperta verso tutti e per ogni idea che si voglia proporre. Vince sempre il nome dell'autore oppure il marketing che gli si è fatto attorno. Se poi c'è un po' di scandalo attorno è meglio. Non arrivano tanti testi ma la percentuale di pubblicazione è bassa. I motivi sono sempre gli stessi, trovare discreti testi non è facile. Ci sono tantissimi autori in rete che scrivono racconti ma sostenere il ritmo e la lunghezza di un romanzo è molto più difficile quindi poi la qualità si abbassa molto. Sono molte le autrici che si propongono, pochi gli uomini ed è un peccato, perché quando sono bravi... lo sono davvero. Molti autori inoltre pensano che basti scrivere bene solo le parti dove appare il sesso, il romanzo ha bisogno di struttura, non basta far eccitare chi ci legge, per noi.

L'ultima domanda è di rito. Che colore abbineresti all'erotismo?

In passato ti avrei risposto il rosso. Ora no. Ora ci abbinerei l'arcobaleno. Per poter descrivere ogni sfumatura, ogni profumo, ogni gesto... un solo colore non basterebbe.

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