Xlater

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Xlater nasce a Roma nel 1963. Sposato dal 1997 e padre di due bambini (un maschietto e una femminuccia), è laureato in ingegneria elettronica.

Inizia a utilizzare internet nel 1994 e, tra i vari interessi, c'era anche quello della lettura di racconti erotici in inglese sui newsgroup di usenet come, in particolare, alt.sex.stories. "Mi sono augurato spesso, in quegli anni, la nascita di qualcosa di analogo in italiano, e mi sono chiesto se non fosse il caso di farmi promotore di tale iniziativa. Ma non fu necessario". Il 22 febbraio del 1998 veniva, infatti, fatto nascere il newsgroup it.sesso.racconti, che Xlater cominciò a seguire da osservatore silenzioso. Conosciamo oggi Xlater, uno dei pochi (ahimé) scrittori erotici al maschile degni di nota, che puoi trovare anche sul suo sito e su Xlater's Lounge.

Quando hai iniziato a scrivere? E come mai cimentandoti proprio con l'erotismo?

E' iniziato tutto proprio quando ho conosciuto it.sesso.racconti. I primi due miei interventi risalgono al luglio del 1998, quando ho decido di pubblicare due racconti tradotti dall'inglese: "Elena e il sarto" e "L'Asta di Beneficenza", che furono accolti senza commenti. Poche settimane più tardi mi venne l'idea di provare io stesso a scrivere qualcosa. Con molto scetticismo. Non mi ero mai cimentato in modo particolare con la narrativa, anche se sapevo di essere in grado di scrivere decentemente e avevo messo alla prova quel po' di creatività che mi ritrovo in altri campi. Iniziai così a scrivere le puntate de "Le Vacanze di Patrizia".

Cosa ricordi della tua prima volta come scrittore erotico?

Era estate. L'80% della popolazione attiva nazionale oziava in vacanza mentre il restante 20% oziava lo stesso, ma negli uffici, abbarbicato ai condizionatori, in spasmodica fantozziana attesa dell'ora d'uscita. Fu uno di quegli attimi noiosi e sudaticci che, colto da improvvisa folgore creativa, aprii Notepad e scrissi "Stronza la madre!", l'inizio dello sfogo con cui Fabio, il mio protagonista narrante, attribuiva alla suocera in pectore tutte le responsabilità di quello che era successo. Forse è eccessivo, sicuramente è prematuro, dire che quel gesto, con tutto quello che ne è seguito, mi ha cambiato la vita. Però l'ha resa senz'altro più divertente. Ho scoperto un hobby, lo scrivere, che non sapevo capace di dare tante soddisfazioni (nell'atto in sé ancora più che nell'apprezzamento di chi legge). Ho conosciuto persone estremamente interessanti e stimolanti e, forse, ho conosciuto anche qualcosa in più di me stesso, che non è mai male.
 
Come mai lo pseudonimo Xlater?

Nacque proprio quando decisi di pubblicare i due racconti tradotti su it.sesso.racconti. Xlater arriva da trans-later. L'idea iniziale era XXXlater, in modo da combinare il concetto di traduzione con la tripla X del materiale vietato ai minori. Traduttore di materiale XXX. Poi ripiegai sul semplice Xlater, che è già abbastanza illeggibile di per sé.
 
C'è un autore in particolare al quale fai riferimento?

Mi piacciono abbastanza Henry Miller e Pierre Louys. Ma non li considero dei punti di riferimento, anche perché io scrivo racconti, non romanzi.
 
Hai mai pubblicato (o pensato di pubblicare) qualcosa su carta? Ne hai mai avuto la possibilità?

L'opportunità può averla chiunque, se è disposto a pagare. Ci sono centinaia di piccole case editrici che vivono sugli investimenti degli autori che ambiscono di vedersi pubblicati. C'è una casa editrice che mi spedisce lettere ogni mese per pubblicare una raccolta dei miei sonetti. Purché io garantisca di acquistare in proprio qualche centinaio di copie. Mi scrivono Caro poeta, ma è una circolare che mandano a 10.000 altri, sperando di trovare quello che, con un paio di migliaia di euro, vuole togliersi lo sfizio. Per fortuna adesso c'è lulu.com. Sì, sto lavorando per pubblicare qualcosa per lulu, credo una raccolta di racconti e un'antologia di sonetti. Credo che qualche copia potrei riuscire a venderla.
 
Trovi che sia importante dare ai lettori la possibilità di esprimerti i loro pareri?

Importantissimo. E fondamentale, direi decisivo, sapere se e quanto l'effetto su chi legge si avvicina a quello a cui miravo. Soprattutto sulle lettrici, visto che da maschietto posso prevedere meglio l'effetto di un racconto su altri maschietti.
 
Come avvengono di solito questi feedback? Per email?

Sì, l'email rimane il modo più classico e lineare. Tempo fa sul mio sito c'era anche un guestbook, per permettere a chi lo volesse di fare un commento anche in modo anonimo, senza mandarmi un suo indirizzo email. C'era anche una sezione Domande a Xlater in cui mi mettevo a disposizione per rispondere alle curiosità di chi visitava il mio sito, sempre in forma anonima (chi voleva poteva mettere la sua email. Poi le applicazioncine che c'erano dietro hanno smesso di funzionare per qualche ragione misteriosa, e piuttosto che smanettare per rimetterle in piedi ho pensato di passare a qualcosa di più evoluto.
 
Che sarebbe?

E' una novità di questi giorni, probabilmente sarà già online quando pubblicherai l'intervista. Il Salotto di Xlater, o meglio Xlater's Lounge. Nei primissimi tempi sarà solo un mio blog personale, ma ho intenzione di aggiungere funzionalità e permettere agli utenti di intervenire al di là dei semplici commenti agli articoli del blog. Vorrei mettere dei forum, dare spazio a contenuti e articoli di altre persone. Se trovo persone interessate, ovviamente. Altrimenti resta più o meno un blog...
 
La maggior parte degli autori di letteratura erotica sono donne. Secondo te perché? E come ti senti a dover difendere una categoria così in minoranza?

Secondo me un'autrice donna ha una maggiore visibilità. Dipende da due fattori, in fondo abbastanza collegati tra loro. Da una parte il fatto che per una donna parlare esplicitamente di sesso, e quindi anche raccontare sesso, è ancora considerato un tabù. Quando qualcuna lo fa crea sempre un certo interesse. Dall'altra parte il fatto che per un certo pubblico conta molto l'aspetto morboso del buco della chiave. Quello che interessa non è se un'autrice è brava a costruire un racconto, ma l'idea che qualche insospettabile casalinga, studentessa, infermiera, commessa, impiegata, ecc., metta in piazza le proprie esperienze e/o fantasie inconfessabili. E' naturale poi che la domanda generi l'offerta. Un autore uomo mediocre non se lo fila nessuno, e lascia perdere. Invece un'autrice mediocre, purché stuzzichi la curiosità morbosa e l'effetto buco della chiave, riceve tutte le attenzioni, finisce che si sente una Maraini dell'eros e continui. Mellissa P. ha venduto migliaia di copie. Un ipotetico Melisso P. non venderebbe un piffero. Non è colpa di nessuno se è così, e non mi arrogo il compito di difendere una categoria. Bisogna semplicemente prenderne atto. Di sicuro se uno scrittore erotico di sesso maschile riesce ad attirare l'attenzione costante di un buon numero di lettori e lettrici, può pensare di avere qualche merito in più.
 
Nel tuo sito, riguardo al racconto "Per l'ultima volta", confessi di averlo pubblicato spacciandoti per una donna. Come mai questa scelta e a quali conclusioni sei arrivato leggendo i commenti che ti sono arrivati?

Ho avuto la percezione che firmato da un uomo, visto l'argomento trattato, sarebbe suonato falso, artefatto. Dai commenti di chi lo lesse capii che, se voglio, posso scrivere al femminile senza farmi sgamare.
 
C'è un tuo racconto al quale sei particolarmente affezionato?

Non saprei. E' come chiedere a una mamma una preferenza tra i suoi pargoli. Però se pubblicherò la raccolta di racconti, avrà come titolo "L'amore è un'altra cosa". Forse è un indizio...
 
Bisognerà allora cercare a mo' di caccia al tesoro, ma io l'ho già scovato... Sul tuo sito ci sono inoltre due racconti scritti insieme ad altri autori. Come mai? E come ti sei trovato a scrivere con qualcun'altro? Cosa serve, secondo te, per trovare la perfetta sintonia, almeno su carta? E tu sei riuscito a trovarla nelle due esperienze che hai fatto?

In realtà la collaborazione è stata una sola. "La notte moscovita" non è che uno scambio di email che ho riadattato a racconto. "La luna", forse è stato davvero scritto a quattro mani. Con Hannan si era creata una bella sintonia, forse proprio perché non ci eravamo dati dei ruoli simmetrici. Lei mi riconosceva tutta l'autorità del maestro, e in questo modo evitava ogni competitività e lasciava tranquillo il mio ego. Anzi, stimolava un po' il mio esibizionismo, e mi piaceva insegnarle piccoli trucchi e sottili raffinatezze. Allo stesso tempo si era assicurata un suo spazio di intervento in cui le riconoscevo carta bianca. In generale è difficile riuscire a scrivere bei racconti in due. Raramente un racconto a più mani è migliore di quanto riuscirebbero a fare i singoli autori da soli. Però da un altro punto di vista scrivere insieme qualcosa di erotico può essere un bel modo di interagire tra un uomo e una donna che amano questo genere di scrittura. Si tratta di intrecciare le proprie fantasie, le proprie sensibilità, si gioca a provocarsi ed eccitarsi a vicenda. Magari il risultato non sarà particolarmente di pregio per il lettore esterno, ma in certi casi questa può essere l'ultima cosa che conta.
 
Visto con i tuoi occhi, l'erotismo quali e quanti colori avrebbe?

E' persino banale dire che l'universo dell'eros è caleidoscopico e contiene un po' tutti i colori. I miei stessi racconti, spesso così diversi l'uno dall'altro come atmosfera, lo dimostrano. Però, se dovessi scegliere un colore per rappresentare l'erotismo più intenso e profondo, direi il nero. Il colore della notte, di quello che si vede quando si viene bendati, della biancheria intima più sexy. Il colore del buio all'interno della vagina, o comunque del buio di quella parte profonda dell'anima, che ci attrae e ci spaventa, di cui il sesso più vero non può comunque fare a meno. Allo stesso tempo il nero è un colore che, se ben portato, comporta una certa eleganza. Secondo me nell'erotismo un pizzico di eleganza è sempre indispensabile.

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