Anna K. Valerio

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Anna K. Valerio, classe 1979, è la direttrice della collezione di "calligrafia erotica" delle Edizioni di Ar Le librette di controra.

A Nietzsche ha dedicato uno studio critico, a firma Arianna De Giorgio: Per grazia, con grazia. Nietzsche: una forma di lettura, pubblicato nel 2004. Ha inoltre curato il florilegio dagli aforismi di Nicolàs Gòmez Dàvila Pensieri antimoderni (Ar, 2008) e, insieme a Franco G. Freda e a Sestilia Del Torso, rispettivamente i volumi di Nietzsche con testo originale a fronte: L’anticristiano (Ar, 2004) e Ditirambi di Dioniso-Idilli di Messina (Ar, 2006). Nella collezione Le librette di controra ha pubblicato una dichiarazione d'intenti (editoriali…) dal titolo Contro la P. Melissa. Elogio e invettiva. Il volume Infierire (Ar, 2007) raccoglie i suoi più affilati scritti di contrasto.


Leggendo informazioni su Le librette di Controra, sembra che questa collana delle edizioni Ar di Franco Giorgio Freda voglia presentare sensualità e sesso come elementi da non codificare né categorizzare a livello sociale. Eros è presentato come potente divinità che non si può catalogare perché assolutamente libera e svincolata da qualsiasi interpretazione. E' corretto?

Credo che niente inaridisca il cuore, anestetizzi i sensi, li deprima e intorpidisca più del mondo che abbiamo intorno. Un mondo meschino, volgare e impacciato insieme, patologicamente incapace di grandezza, di magnificenza, di sontuosa gratuità: privo di stile e di fuoco. Perciò, volendo parlare di eros e suscitare l'eros, è naturale che si eviti la caduta nel qui e ora, nel realismo, nel sociale, questa sgraziata contraffazione dell'essenziale.

Cosa vuole comunicare al lettore la collana Le librette di Controra? E come mai per questa collana è stato scelto questo titolo, che indica le ore che seguono al pranzo?

Comunicare con il lettore è un rischio, soprattutto quando si tratta di scrittura erotica. Manca solo che ci si prenda poi qualche malattia venerea... Le librette non hanno la pazienza né la petulanza dei maestrini: vogliono appassionare, meravigliare, deliziare, sedurre. E, non di rado, abbandonare.
La controra è "quella parte bianca del giorno" in cui l'uomo si raccoglie, interrompe la rincorsa al profitto a favore dell'ozio, e i suoi sensi passano dal fare all'essere, esaltandosi.

Filologa classica e studiosa dell'opera di Friedrich Nietzsche, hai pubblicato libri ad alto spessore intellettuale come Per grazia, con grazia. Nietzsche: una forma di lettura. Cosa ti ha portato alla letteratura erotica? E che considerazione ha la narrativa erotica nell'immaginario pubblico e negli scaffali delle grandi librerie?

"Grande stile" e "grande passione": ecco i cardini della filosofia nietzscheana, ben più evocativi e pregni delle formule scolastiche "volontà di potenza" ed "eterno ritorno". Occorreva un grande stile della scrittura erotica per saziare la mia grande passione: così è nata l'avventura.
Purtroppo le librerie à la page si sono trasformate in un bazar e per arrivare ad agguantare un testo erotico capita spesso di inciampare in un barbapapà o di far cadere un domino di cornici gommose. Tra l'altro la scrittura erotica è considerata dai più (che sono i meno, intellettualmente parlando) non altro che il complemento chic di quegli anellini dal moto isterico che si vendono ormai ovunque come ausili del piacere.

Perché nel libro Contro la P. Melissa - Elogio e invettiva metti sotto accusa l'intero mondo degli scrittori di erotica odierni? Cosa intendi comunicare con questo libro?

Perché non sanno scrivere. Perché sono lugubri, lamentosi, psicotici, autocompiaciuti, odiosamente sentimentalistici, schifati in egual misura dalle Muse e da Afrodite. Moralisti subdoli travestiti da copulatori seriali. Tra le pagine del mio libello - che oggi, tuttavia, emenderei non poco - ho cercato di ricordare i tempi in cui ad avventurarsi nel canto amoroso era uno stilista della lingua come Angelo Poliziano.

Sul sito della collana, la presentazione di Le librette di Controra è affiancata a un video accompagnato dalla canzone di Vinicio Capossela Ovunque proteggi. Come si accompagna questa canzone a Le librette di Controra?

Credo sia stata scelta (il video non è opera mia) perché temerariamente parla dell'incanto.

Questa collana raccoglie novelle, classici come Lucio o l'asino, romanzi, epopee di amore e guerra e solo due libri di poesia erotica (Lievemente di Valeria Incantalupo e I canti del desio di Corinna Furlanis). Rispetto alla narrativa erotica, è la poesia erotica secondo te meno diffusa, meno rilevante o in cosa si differenzia?

A parità di sapienza nella scrittura, la poesia è sempre migliore della prosa. Infatti è il genere meno venduto nelle librerie.

Leggendo i titoli della collana si intuisce che questi libri parlano di temi erotici diversi. Cosa li accomuna e li lega fra loro, facendoli così entrare nella collana?

In tutti c'è del "grande stile" erotico, o così pare a chi li ha incastonati nella collezione.

C'è qualche racconto al quale sei particolarmente affezionata o che meglio rappresenta questa collana di libri?

Anni fa avrei detto Il sorriso di Lulla di Fiammetta Oselladori. Oggi risponderò invece, senza esitazione, Un amore in guerra di Bacchelli: un capolavoro di pudore e grazia.

Per le edizioni di Ar gestisci anche la rubrica Cultrura. Ultimamente alla domanda dei lettori "Perché non scrivi più?" hai risposto raccontando che "in questo periodo non hai un briciolo di tempo". Credi che il contatto finora tenuto con i lettori abbia influenzato lo sviluppo della collana Le librette di Controra? In che modo?

E' vero: tra libri da curare e figli da crescere con la dovuta cura, non ho proprio il problema del tempo libero. Perciò ho abbandonato i miei lettori di Cultrura. Avrei dovuto comunque farlo: guai se quella r centrale si fosse ammosciata per la routine, se quella lama avesse perso il filo! Ho detto molto, lì; chi sente nostalgia dei nostri assalti può ricominciare la lettura da capo. Ora c'è da pensare a un nuovo agguato, con nuovi modi, nuovi temi, nuovo stile, allo spettro claudicante della modernità.
Interazioni tra Cultrura e le Librette non ce ne sono state, se non il prestito da queste a quella di una frase magnifica: "Solo i criminali sanno fare l'amore".

Su un articolo di Cultrura, spieghi che Silvia Valerio, autrice del libro C'era una volta un presidente..., offrendo la sua verginità al controverso presidente iraniano Ahmadinejad "o è pazza o è perfetta - ma secondo te perfetta". Ci spiegheresti meglio perché? E cosa ne pensi dello scalpore suscitato in Italia da questa storia?

Dannata a vivere in un tempo balordo e stonato, credo di avere una grande fortuna: sono fortunata in amore e mia sorella "minore e maggiore" è uno dei massimi coefficienti di questa fortuna. Le sue qualità mi incantano fin da quando era piccolissima e diceva "Che bella pamilla!" ("Che bella famiglia!", n.d.a.). Schiettezza, generosità, genialità nei più vari ambiti dell'estetica, odio dei sotterfugi, dei mezzucci, delle rese alla convenienza, dei conformismi. Scriveva da dio già a quattordici anni: ora che ne ha diciannove ha uno stile superbo. Illusi quelli che si sentono in concorrenza con lei e dalle loro posizioni di piccolo potere secolare (potenza dell'impotenza...) cercano di farle una guerra lurida, di indurla a vacillare, a scendere a compromessi. Mia sorella ha un carattere meravigliosamente impermeabile alle offese: li travolgerà di certo. Il tempo ellenico "che tutto vede", suo alleato, farà le sue vendette. Quanto agli ottusi che non hanno nemmeno un potere mondano da difendere e scappano di fronte al vigore delle sue verità, non so davvero che dire, se non: poverini. Ma loro, becchi contenti, lo prenderebbero come un complimento.

Hai nuove idee e progetti in cantiere? C'è qualcosa che vorresti sperimentare?

Il nirvana non mi dispiacerebbe e nemmeno il solletico della fine del mondo. Intanto mi diletto a leggere le avventure del brigante Angiolillo, sognando non California ma la verde Irpinia e una nuova collezione sui masnadieri.

Una domanda per tutti gli autori intervistati è d'obbligo: se dovessi associare l'erotismo a un colore, quale sceglieresti e perché?
Non posso che scegliere il rosso, la luce del sangue.

 

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