Blanca Cordero

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Nasce sul mare e vive fra Emilia Romagna e Roma. Fa la comunicatrice. Ama la letteratura, in particolare quella erotica.

Tra i suoi scrittori preferiti ci sono Anais Nin ed Henry Miller, senza l'intreccio dei quali la storia d'amore e di sesso raccontata nel suo romanzo non esisterebbe. "F.to la sua amante" è il suo primo romanzo, ispirato a "L'animale morente" di Philip Roth, dove racconta l'eros da un punto di vista tutto femminile.

Blanca Cordero è un nome di fantasia?

No, sono il mio vero nome e il mio vero cognome, ci convivo da quando sono nata, più o meno una trentina d'anni fa, sul mare.
 
F.to la sua amante è il tuo primo romanzo. Come nasce l'idea di questa storia?

Da sempre amo la letteratura e in particolare quella erotica. Penso che racconti tutto il bello e tutto il brutto della vita e delle persone perché, se ben scritta, mette in scena, senza pudori, tutto il meglio e tutto il peggio dell'uomo e della donna. Avevo una bella storia di amore e di sesso da raccontare, quella di F.to la sua amante, una lei giovane e innamorata che scopre assieme a un lui, più anziano e innamorato, il piacere dell'abbandono, le infinite gamme del piacere sensoriale, le emozioni. Avevo da poco letto L'animale morente di Philip Roth. E' un libro che mi ha travolta e cambiata, per l'intensità della storia, simile a quella che volevo raccontare. Roth è un grande maestro e, nonostante il suo non sia propriamente un romanzo erotico, ci sono però un paio di scene fortemente erotiche. Ma a quel libro mancava qualcosa: il punto di vista femminile, lo sguardo femminile. E così volevo scrivere quella stessa storia, una storia come tante che si vivono nella nostra vita, e però intensa e bellissima, con lo sguardo di lei. Scrivere di eros al femminile cambia prospettiva, a volte linguaggio, sicuramente emozioni. E, così, è nato F.to la sua amante. Poi c'è stato l'incontro con Gianfranco Borelli, editore che da anni si occupa proprio di erotismo scritto da donne. Gli ho mandato alcune scene, le ha trovate eroticamente interessanti ed è nato il libro.
 
Cosa hai voluto comunicare con questo libro?

Un autore cubano che amo molto, Senel Paz, dice, in Fragola e cioccolato, che l'arte non comunica niente, l'arte dice con parole semplici quello che tutti proviamo, ma solo pochi sanno descrivere. La radio di stato comunica, non l'arte, scrive Senel Paz. Io non penso di aver prodotto arte, ma sicuramente ho messo sul foglio una bella storia d'amore e di sesso. Volevo raccontare tutto il bello e tutto il brutto dell'amore. Volevo raccontare, senza falsi pudori, quello che c'è oltre. I due amanti della mia storia sono amanti clandestini. Persone che si amano nell'ombra, fra mille problemi delle vite reali di entrambi. Nello sfondo c'è la società, troppo spesso ancora pronta a giudicare. Nello sfondo c'è la moglie di lui. Ci sono i problemi della vita di tutti i giorni: i conti da pagare, le strette di mano. In mezzo c'è il fuoco. Niente altro che il fuoco. Il volersi emotivamente e fisicamente. E spesso il non potersi avere. Il volersi comunque, il cercarsi, l'amarsi ogni volta andando oltre tutti i limiti. Il provare tutto senza essere niente. Volevo raccontare l'emozione di un bacio, il dolore dell'abbandono, il bello dell'essere assieme, il bello del riconoscersi, assieme: amanti.
 
E' stato scritto con l'idea di un'eventuale pubblicazione?

L'avevo pensato per il teatro o per il cinema. Ci sono scene immediate, veloci, però profonde, che giocano in punta di piedi sulla scoperta dei sensi, fondamentali nell'eros, e dell'emozione. Poi, ho mandato qualche scena a Gianfranco Borelli, che non conoscevo personalmente, ma di cui stimavo il lavoro. Da anni lui ha una collana, Pizzo nero, nella quale pubblica proprio romanzi erotici scritti da donne. Ne avevo letti alcuni. E' stato forse il primo in Italia a puntare sull'eros e a crederci. Sono stata molto fortunata. Quello che ho scritto gli è piaciuto, ci siamo incontrati e nel giro di qualche mese è nato il libro. Io ho rilavorato sul testo, sistemandolo, limandolo, integrandolo, anche seguendo i suoi consigli, e lui sulla creazione del libro, titolo, copertina. Oltre a essere molto esperto, è un editore sempre disponibile al dialogo. Mi sono davvero divertita a fare questo romanzo, che mi soddisfa appieno.
 
Qual è stato il percorso dalla stesura fino alla pubblicazione? Come ti sei trovata con Borelli e con le edizioni di Pizzo nero?

Come dicevo, il grosso del testo esisteva già quando l'ho presentato a Borelli. Diciamo che ormai era stato partorito. Io per lavoro scrivo, mi occupo di comunicazione, sono abituata a giocare con le parole, con il testo scritto e sono abituata a confrontarmi con un pubblico. Per questo la prima stesura del testo l'avevo già fatta leggere a un mio particolare gruppo di lettura, alcuni amici che ringrazio in apertura del libro. Tutti, pur non essendo necessariamente appassionati del genere come me, hanno trovato il testo bello. Così, visto che ormai esisteva, l'ho inviato a Borelli, senza conoscerlo, incrociando le dita. Lui ha letto e mi ha voluta incontrare. Dalla prima stesura all'ultima ci sono stati ovviamente dei cambiamenti. Non tanto di sostanza, quanto di forma. Scene cambiate, uso della lingua modificato, limature, aggiustamenti. Borelli mi ha dato molta fiducia e mi ha consigliata, senza mai forzarmi. Credo che il testo che io gli avevo mandato gli fosse piaciuto davvero, per il resto, ci siamo subito messi a lavorare sul prodotto, penso con reciproco divertimento. Sono molto contenta di far parte di questa collana, perché trovo, da lettrice del genere e non solo, che sia una delle più coraggiose e ben fatte in Italia.
 
Se dovessi scegliere, ti ritroveresti nel ruolo dell'amante o in quello dell'amata? (concesso che non si possa essere entrambe le cose)

I due protagonisti sono i due amanti e io sicuramente, per tutta una serie di motivi, personali, di vissuto, anagrafici, mi ritrovo negli occhi di lei, della giovane amante. E' una donna coraggiosa, tenace, capace di provare pietas per l'uomo che ama. Forse vorrei saper essere come lei. E' una donna che ha dovuto imparare la tolleranza, l'esserci in silenzio e a distanza. Ma è anche una donna che sa con pienezza che cosa è il vero piacere. Una donna a cui sono state donate le emozioni. Per questo non ha paura, perché sa che cosa è l'amore, ne è piena. Anche se nella costruzione dei personaggi probabilmente ho seminato particolari miei o di altre persone vicine a me, veri o desiderati, per cui, per alcuni aspetti, entro in sintonia anche con altri personaggi. L'uomo, per esempio. La sua durezza, la sua saggezza in alcuni momenti. Credo che scrivere un romanzo come questo significhi partecipare alle storie dei propri personaggi. Io provo simpatia per le loro vite. Penso anche che chi scrive narrativa debba rubare, come succhiare, dalle vite delle persone che ama. Quindi, sicuramente in questo romanzo, che pure in quanto tale è finzione, ci sono tic, situazioni, elementi tratti dal reale.
  

Hai nel cassetto qualcosa che potremmo leggere prossimamente?

Sì, sto lavorando a un secondo romanzo erotico, di cui per il momento ho la traccia e i primi capitoli e a un secondo lavoro, più di raccolta di storie che di narrativa vera e propria, in coppia con un amico e collega, sul sesso occasionale.

Cos'è per te la scrittura e perché ti ritrovi soprattutto nel genere erotico?

Diceva Mallarmé che nella vita tutto è fatto per finire in un libro e io sono convinta che lui avesse ragione. Per me, fino a F.to la sua amante, la scrittura è sempre stata una scrittura tecnica, relazioni, progetti, comunicati, ma anche giocosa. Il comunicatore non fa altro se non giocare proprio con le parole, con la lingua. Ma nella narrativa c'è qualcosa in più. E' un gioco più complesso e per questo sicuramente anche più affascinante. Per quanto riguarda il genere, ne sono affascinata perché a mio avviso, se ben scritto, rappresenta tutto il meglio e tutto il peggio dell'essere umano. Il mio autore preferito è Charles Bukowski. Lui usa il sesso per descrivere la società. Devo dire che F.to la sua amante non sarebbe nato senza l'intreccio di altri due autori, Anais Nin ed Henry Miller, la cui trilogia, Sexus, Nexus, Plexus, è inarrivabile, eppure a lui manca lo sguardo femminile, a lui manca la pietas, che invece la Nin ha. Le più belle pagine di eros sono proprio le sue. E' lei che scrive "Credo solo nel fuoco". Loro due sono stati amanti per molto tempo e le cose più belle di lui sono sicuramente influenzate dal lavoro di lei. Tutti questi sono mostri sacri, ovviamente, ma, ecco, in F.to la sua amante volevo mettere in scena il fuoco.

Pensi che la letteratura erotica moderna nasconda da qualche parte una nuova Nin? O la commercializzazione di oggi di questo genere ormai sfruttata all'estremo non permetta a buone scrittrici di venire fuori come dovrebbero?

Credo che ci sia molta buona letteratura erotica e molta cattiva letteratura erotica. Rimanendo all'Italia, negli ultimi anni, sono usciti alcuni buoni titoli. Pizzo nero stessa ospita lavori molto interessanti. Einaudi ha pubblicato altre cose che si lasciano leggere. Certo, altro è l'erotismo e altro è la pornografia. Mi sembra che ultimamente ci sia una certa commercializzazione del genere, ma semplicemente, credo, perché il sesso vende. D'altra parte ci sono scene di sesso belle e scene di sesso volgari. Io spero di appartenere alla prima categoria e di sicuro quando leggo, tento di leggere solo libri della prima categoria. A me la letteratura bassoventrica non interessa. Mi interessano le emozioni. E un bel romanzo erotico sa scatenare le emozioni.

A parte la Nin, c'è una scrittrice moderna che apprezzi in modo particolare?

Ho il difetto di leggere per autore e quindi non conosco molti scrittori! Amo molto Dacia Maraini. Credo che abbia scritto alcune pagine erotiche di grande forza e bellezza. Le sue donne sono sempre molto mature, consapevoli, belle, anche quando sono in difficoltà, anche quando soffrono, cercano. Le sue scene di sesso sono piene, complesse, lucidamente belle.
 
Se dovessi dipingere l'erotismo quanti e quali colori useresti?

Userei le infinite gamme del grigio. L'erotismo è sfumature, intense, brillanti, ma anche scure e profonde. Userei i colori dell'arcobaleno, indugiando sul viola e sul rosso, scivolando sul blu e sul verde, saltellando sugli altri colori. Credo che per dipingere l'erotismo serva una tavolozza piena di colori e soprattutto di sfumature.

 

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