Clara Caverzan

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"E' una balla inventata da voi uomini che le dimensioni non contino. Contano eccome! E corto è imperdonabile.

C'è un minimo sindacabile, politico, al di sotto del quale non si può andare. Ma lei ci pensa al trauma di una donna che scopre all'improvviso di avere a che fare con un coso piccolo?". Eccola Clara Caverzan, la famosa sindachessa di Scorzé che ha fatto tanto scandalo, assolutamente sincera e priva di tabù. Ha cominciato nel 2001, scrivendo libri per bambini come "Khaled, leprotto affettuoso" e "Piripì e Piripò". Poi, il grande salto nel mondo dell'eros con "Desideria".

Raccontaci un po' com'è avvenuto il passaggio dai libri per bambini al tuo ultimo romanzo, Desideria, decisamente per adulti.

Sì! Devi sapere che Desideria era il libro! Era il libro che ogni scrittore o scrittrice ha nel cassetto per primo, quello che leggi e rileggi, quello al quale ci metti e rimetti mano, quello da cui non vuoi separarti, quello che ti sveglia la notte con una frase pazzesca, che dici, ma cavolo, e chi me l'ha suggerita? ...all'inizio era un libro di poesie, una raccolta da cui avevo la pretesa si capisse una storia, la storia di Desideria appunto. Nel frattempo io lavoravo dove lavoro tutt'ora come insegnante in una scuola elementare e una mia collega, innamorata delle storie che inventavano i miei bambini mi suggerì la casa editrice Editing che allora lavorava molto per la scuola. L'editore mi propose di scrivere una favola per bambini dai 4 ai 7 anni da usare nelle scuole. Così feci e la pubblicai con grande successo devo dire. Poi scrissi Piripì e Piripò, considerato un gioiello per l'infanzia da studiosi di letteratura infantile... Quel romanzetto per bambini solleticò la Editing che mi chiese se avessi mai pensato di scrivere qualcosa per un pubblico più adulto, un romanzo vero e proprio; sottoposi alla loro attenzione le poesie-romanzo il cui titolo allora era Ophluchi (è il nome di una lontana stella). Desideria folgorò letteralmente la Editing che mi disse di lavorarci per la pubblicazione. Nel frattempo scrissi Terrecotte & Samovar, una raccolta di poesie secondo me di profilo ben più alto di Desideria, che pubblicai a luglio e che non fece scalpore, anche se la tematica è molto forte. Mentre Desideria passava dalla penna alla tastiera si limavano i personaggi e si completava Jeff che avevo lasciato un po' troppo in... panne... diciamo così. A fine maggio la pubblicazione, il resto è storia.
 
E Clara da bambina com'era?

Clara da bambina era molto scrittrice. Era di salute cagionevole, sempre a letto con forti mal di gola, quindi passava il tempo scrivendo. Viveva dai nonni perché i suoi lavoravano e di questo soffrì sempre moltissimo, perché si vedeva diversa; ma la sua infanzia fu felice lo stesso, colmata dall'amore di una grande famiglia con zii e zie e nonni e cugini... una miriade di atti d'amore inenarrabili. Poi tantissime amiche, tantissimi giochi e giocattoli, fiabe, misteri, religiosità e religione, storia e realtà, verità e fantasia... Avrebbe voluto avere i capelli lunghi ma la sua mamma glieli tagliava sempre a maschietto. A scuola andava bene e alle medie il prof. di italiano la chiamava Kilometro perché consegnava sempre almeno tre fogli protocollo.

E Scorzé che tipo di paese è?

E' un paese rovinato urbanisticamente dal progresso e dall'economia degli anni '60 e '70. Non risulta un paese vivibile, a un'attenta analisi; mi fa sentire in un triste dormitorio senza speranza di poter migliorare... troppo poche le teste che contano, troppi invece gli interessi che contano e nessuna capacità almeno di voler camuffare tanta ignoranza...
 
Come ha reagito al tuo libro?

La sensazione che ho avuto da subito è stata molteplice: la maggioranza della gente se ne andava in giro con la fotocopia dell'articolo apparso sulla Nuova Venezia che aveva fatto un collage di tutte le frasi più hard senza filo logico, tra l'altro, che mi ha massacrato come persona. Queste persone non accettavano che un sindaco si fosse permessa! Alcuni ridevano, altri deridevano, altri si offendevano, altri sdegnati si rifiutavano addirittura di parlarne e chi più ne ha più ne metta. Tra conoscenti e parenti qualcuno mi ha girato le spalle... Qualcuno si vergognava di me e, se prima di vantava di conoscermi, dopo Desideria non più! Erano tutti coloro i quali non l'avevano letto, magari comperato ma neanche aperto. Altri invece mi incitavano, mi dicevano che ero stata coraggiosa, che il libro è bello, scritto bene, che fa piangere. Le donne si riconoscevano in Desideria, gli uomini lo leggevano e lo trovavano semplicemente un bel libro. Fui felice delle mail di uomini che mai si erano comperati un libro, che mi scrivevano per dirmi che Desideria era il primo romanzo che loro avessero mai letto e che lo trovavano molto appassionato...

E i tuoi avversari politici? Si dice che qualcuno ti abbia accusato di aver pubblicato questo libro solo per farti pubblicità in vista delle elezioni.

Devi sapere che la peggiore fu una certa signora Mariella, moglie di un consigliere regionale del PD, che ingaggiò una battaglia all'ultimo sangue con lettere sui giornali e quant'altro. I fratelli dello stesso consigliere si misero alla caccia di una maestra che lavorava per il giornale della Diocesi di Treviso, che aveva commesso il reato di leggere le prime bozze, e la fecero licenziare... Sai, i miei avversari si fregavano le mani perché, secondo loro, non avrei più potuto candidarmi dopo un romanzo simile... Hanno visto in quella pubblicazione un posto libero... devi sapere che in politica il capo è solo e la donna al potere è invidiatissima, il livore si palpa con la mano! Altroché!
 
Desideria è la storia di una donna di trent'anni vissuta in un ambiente chiuso, circondata da una mentalità ipocrita e ristretta. Quando si sposa crede di andare incontro alla libertà, all'allegria, al sesso, ma scopre che ha fatto male i suoi conti perché il marito e la famiglia di lui rispecchiano fedelmente il suo mondo originario. Un mondo gretto e meschino. Quanto c'è di vero riguardo ai luoghi e alla mentalità delle persone?

Moltissimo, Desideria è sottilmente biografico proprio perché rispecchia il mondo che mi ha ispirato.
 
In un'intervista che hai rilasciato dichiari che nel nord est si lavora, si corre, si cresce economicamente, ma la gente sta male. Di che tipo di malessere credi si tratti?

Poco tempo per l'intimità, per la complicità di coppia, per la famiglia, per i bambini... Adesso stiamo vivendo una crisi economica mai vista e il nord est si troverà a fare i conti con ciò che resta dopo aver lottato tanto per fare soltanto tantissimi soldi, anche a discapito dell'affetto. Tanta gente dovrà fare i conti con il nulla. Il vuoto, la depressione, la solitudine...
 
Qual è l'ultimo romanzo erotico che hai letto?

Ho letto Zone umide, ma non credo si possa definire un romanzo erotico... troppo tecnicismo alla tedesca; in ogni caso, una sottile psicologia, questo sì.
 
Pensi che l'erotismo per quanto riguarda la letteratura sia totalmente sincero o a volte si tende più a fare scandalo che a proporre buoni romanzi?

Sai, ogni scrittore pensa che il suo sia il migliore dei romanzi, poi sono gli editori a decretare il tutto... e a proporre romanzi commerciali più che buoni. In realtà i romanzi sinceri esistono, il mio almeno lo è di sicuro. Ci ho messo l'anima.
 
C'è un libro che consiglieresti e uno che invece non regaleresti mai?

Non regalerei mai Zone umide - ti lascia troppo schifata - ma lo consiglierei per far capire dove si può arrivare per vendere. Per poter godere di una buona lettura consiglierei il mio Terrecotte & Samovar.

Cosa ne pensi riguardo all'editoria italiana?

Non leggono gli inediti, non cercano tra gli autori italiani, chiedono di compartecipare alle spese, non sono adeguatamente preparati per la distribuzione (che costa un bel po'), pagano pochissimo, quando il libro è pubblicato ti trovi di fronte una grande delusione, alle volte ti rimane uno scatolone di libri che si riempiono via via di polvere. Se ti capita di avere successo, poi, ti ritrovi senza protezioni in mezzo a un ring di kick boxing... Non è giusto quel che succede, e forse lo sai...
 
Se dovessi dipingere l'erotismo quanti e quali colori useresti?

Rosa shocking, rosso magenta, arancio fulminante, luce in un punto infinito, buio notte... e nessun risveglio.

 

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