Cristiana Danila Formetta

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Cristiana Danila Formetta è nata a Salerno nel 1972. Appassionata di cinema e musica rock, approda alla scrittura quasi per caso partecipando a un concorso letterario indetto dalla casa editrice Transeuropa.

In seguito, collabora a diversi siti web, fanzine e riviste. Scrittrice e blogger, negli Stati Uniti ha pubblicato per la Cleis Press e per Pretty Things. In Italia ha pubblicato per Addictions e per l'Editrice Clinamen. Nel 2005 con Coniglio Editore è uscito il romanzo "La vita sessuale dei camaleonti", poi concluso nella prestigiosa raccolta "International Erotica". Suoi racconti sono stati pubblicati su diverse riviste tra cui il magazine Blue e GQ Italia. Il suo ultimo libro è "Fetish Sex" uscito in Italia per la casa editrice L'Orecchio di Van Gogh.

 

Il tuo ultimo lavoro, Fetish Sex, è uscito da poco. Ce ne parli?

Fetish Sex è una raccolta di racconti erotici che indagano l'evoluzione del mondo del fetish in tutte le sue forme, dall'abbigliamento tipico del genere con accessori di gomma e latex, per approdare poi alle sue varianti sadomaso, spanking e bondage. Ogni racconto è preceduto da una nota introduttiva che spiega ai neofiti le pratiche meno convenzionali, ma altrettanto diffuse, del sesso feticista.

Perché, tra le tanti gustose possibilità offerte dalla galassia del sesso, proprio un libro sul fetish?

Perché il fetish negli anni '60 era considerato, per il suo carattere trasgressivo, quasi un'ostentazione del movimento femminista. In realtà, le dominatrici e le sculacciatrici professioniste esistevano già nell'Inghilterra vittoriana, ma paradossalmente è solo tra gli anni '60 e '70 che l'immagine di una donna col frustino in mano è venuta alla luce come espressione di una femminilità rivoluzionaria. E io ho sempre avuto un debole per le donne pericolose.

Cristiana è anche sulla carta d'identità o è un nome d'arte?

Mai usato un nome d'arte. Ho un nome fin troppo angelico, lo so, ma questa contraddizione fa parte del mio fascino.

Prima di avvicinarti alla scrittura erotica, ne leggevi? Se sì, cosa in particolare?

Qua faccio ammenda: a eccezione di Francesca Mazzucato e pochi altri, ho sempre letto moltissima narrativa erotica, ma soprattutto autori stranieri e in lingua originale. Trovo che gli inglesi siano tra gli autori più spudorati, e adoro Maxim Jakubowski, amico e maestro, profondo conoscitore dell'erotismo maschile e femminile. Noi italiani dobbiamo ancora liberarci di parecchi tabù.

Corriere.it ti ha definito una tra le migliori scrittrici erotiche italiane. Ti riconosci nell'etichetta di scrittrice di genere?

Il genere erotico è quello che frequento di più anche perché, per dirla con le parole di un mio lettore, "nelle scene di sesso sono proprio brava". Ma mi sono sempre considerata un'outsider, amo sperimentare e non nego che mi piacerebbe scrivere un romanzo erotic noir. Chissà, magari un giorno...

Torniamo indietro di qualche anno: stai inviando il primo manoscritto a un editore (o il primo lavoro a un concorso letterario). Oggi: sei in libreria tra Poppy Z. Brite e Alda Teodorani, e in un'antologia a fianco di J. G. Ballard e un nobel per la letteratura. Come si fa?

Non c'è una formula magica. Quando ho cominciato mi sono detta "scrivi meglio che puoi, non pensare alle critiche, non cullarti nei complimenti, ma scrivi bene che prima o poi le soddisfazioni arrivano". Avevo ragione.

E invece come si diventa una sex expert (racconta lentamente perché in molti a questo punto prenderanno appunti)?

Il termine mi è stato affibbiato, per così dire, dal team del blog erotico Cooletto, e credo di essermelo meritato per l'estrema disponibilità con la quale affronto ogni genere di argomento, dal feticismo sessuale alle "istruzioni per l'uso" per vivere un sesso più pieno e consapevole. E devo ammettere che il termine di sex expert mi piace molto, è bello quando sesso ed esperienza vanno a braccetto senza curarsi delle convenzioni, soprattutto se a parlarne è una donna.

Se un tuo libro venisse definito "pornografico" lo prenderesti come un complimento, come un insulto o non ti poni il problema?

Io lo prenderei come un vanto! Come una medaglia da appuntarsi in petto!

Un tuo parere sullo stato della narrativa erotica oggi in Italia.

Sta crescendo. La narrativa italiana del genere poco a poco sta diventando più esplicita e meno lirica, proprio come piace a me.

E nel mondo?

All'estero va sempre forte, grazie anche a un filone sadomaso che resiste alle mode di passaggio.

A tal proposito: hai pubblicato anche negli Stati Uniti. Cosa puoi dire di quell'esperienza?

Molto bella, c'è una maggiore libertà di esprimersi e di utilizzare termini e situazioni esplicite che in Italia vengono spesso segnate in rosso dagli editor delle case editrici. Io ad esempio sono una grande fan della parola "cazzo", e credo che una donna apprezzi un bel "cazzo" più di un bel "pene". Mi sbaglio?

Quando scrivi ami pianificare a tavolino o segui compiaciuta e a volte con stupore le azioni dei tuoi personaggi?

Pianifico tutto a tavolino. Abbozzo tutto su blocco note e post-it, poi elaboro sul pc. Ciò nonostante il risultato non riflette mai l'idea iniziale. La scrittura è una pratica anarchica, sfugge al tuo controllo.

Esisterebbero i tuoi romanzi - e la tua carriera - se non esisterebbe internet?

Prima di internet esistevano già le penne, perciò la risposta è sì, senza ombra di dubbio.

Non ti chiedo l'ultimo libro letto, ma l'ultimo che hai lasciato a metà, o che hai riciclato come regalo pur di non averlo più in casa...

Belli o brutti leggo tutti i libri fino in fondo. E' una questione di principio. Come quella di non riciclare mai i regali, nemmeno sotto le feste.

Editoria con contributo: un male necessario, meno male che c'è, oppure un reale problema per chi scrive e per chi legge?

Uno scempio. Un male per gli editori che offendono il lavoro di chi scrive, ma anche per certi scrittori che confondono l'arte col commercio. A questo punto, meglio l'autoproduzione.
 
A Stephen King, maestro dell'horror arrivano ogni tanto doni bizzarri da parte dei fan, come pipistrelli imbalsamati o foto di cimiteri. E a te?

A me, per la maggior parte, arrivano foto in jpg di lettori nudi e ansiosi di condividere con me la loro virilità. Quando mi vedrò recapitare a casa anche un calco in gesso del pisello sarà la conferma che sono "arrivata". Tu che dici?

Spiega a un potenziale lettore perché dovrebbe leggere i tuoi libri (titolo per titolo, altrimenti non vale).

Titolo per titolo è impossibile, la lista è lunga e alcuni libri sono reperibili solo all'estero. Però posso parlarti di Fetish Sex, ma in maniera diretta, tramite le parole dei lettori. Chi l'ha già letto mi ha scritto di essersi eccitato fino ad avere un'erezione. Credo che la migliore recensione, per una scrittrice erotica, sia proprio questa.

E se dovessi dipingere su una tela l'erotismo, che colore useresti?
Rosso ovviamente, come la passione.

 

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