Cristiana Longhi

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Nata a Roma, nel segno del Capricorno, governato dal pianeta Saturno. "Io sono proprio come questo pianeta", ci dice Cristiana, "un grande ammasso gassoso che turbina impetuoso all'interno di un'atmosfera compressa, cinta da anelli taglienti di ghiaccio".

Cristiana Longhi scrittrice, prima e dopo Lisa & Cécile.

I miei studi e le mie passioni mi hanno da sempre avvicinata alle discipline artistiche e allo studio dell'animo umano. Il disegno, la letteratura, la danza e la psicologia sono un punto cardine nei miei interessi culturali e personali. Balli come il tango e il flamenco hanno caratterizzato la mia espressività e sono confluiti nella cadenza della mia scrittura. E dopo la pubblicazione i miei interessi non sono cambiati, così come la mia personalità e il mio impegno a migliorarmi e ad ampliare i miei orizzonti.

Lisa & Cécile è un lavoro scritto a quattro mani. Come nasce il progetto? Si è trattato di un lavoro commissionato e scritto ad hoc, oppure la pubblicazione è arrivata in seguito, per altre vie?

Il libro è un modo di rappresentare con disinvoltura l'immaginario erotico collettivo, interpretando nella narrazione pulsioni e desideri che appartengono a tutti. Nasce un po' per caso e un po' per gioco con l'altra autrice. Lei mi chiese se volevo condividere l'idea di scrivere un romanzo erotico. Io accettai volentieri; trovavo interessante cimentarmi in questa nuova avventura. Più scrivevo, più le idee fluivano copiose e interminabili fino a delineare un lavoro avvincente e colmo di situazioni interessanti. Trovavo estrema facilità nel metterle su carta ed ero soddisfatta della buona riuscita dei primi scritti. Mi è stato semplice e congeniale scrivere un libro erotico in quanto l'andamento narrativo finisce per coincidere con le fasi dell'eccitazione. Dai preliminari, alla tensione che cresce, per poi risolversi naturalmente nel finale. Trattare questo genere mi risulta facile e spontaneo... soprattutto mi diverte, il che non basta mai nella vita. Un po' come per il sesso :-)

Convinci i tuoi potenziali lettori a comprare il libro.

La prima cosa che mi viene da dire è: leggetelo e avrete le risposte da soli :-) Ma voglio accattivarmi la loro attenzione e quindi aggiungerei, senza tanti giri di parole, che la lettura di questo libro è piacevole, intrigante, ironica, accattivante, eccitante e può riuscire a suggerire molte idee e spunti validi per la fantasia come per la vita reale. E, soprattutto, ciò che vi troverete scritto appartiene più o meno in maniera surreale e non al nostro essere, colto nella sua naturalezza, senza giudizi o moralismi aggiuntivi.

Avete mai pensato di riprendere in mano i personaggi per un ipotetico seguito?

Mai dire mai...

Qualche aneddoto divertente riguardante presentazioni o incontri con il pubblico: quando si è donne e si scrive un romanzo erotico, è impossibile che non ve ne siano :-)

Gli aneddoti che potrei descriverti sono per lo più legati all'aspetto bigotto della visione di una scrittrice erotica e spesso dovuti alla concezione maschile che si figura la donna che parla o scrive di sesso come una donna "facile". Ma li trovo talmente banali che non meritano di essere citati. Casomai posso dispiacermene, in quanto per biechi moralismi si dimentica l'aspetto artistico e il valore letterario della scrittura erotica. Sopravvalutandone l'aspetto esteriore mirato al pettegolezzo a discapito dei contenuti e dei risvolti anche sociologici che può avere la narrazione dei costumi sessuali contemporanei.

Qual è stato il metodo di lavoro che avete adottato nella scrittura collettiva? Un capitolo a testa, oppure la gestione ciascuna di un personaggio e poi avete incrociato... o che altro?

Ho creduto fortemente a questo progetto. Ci siamo ritrovate a scrivere divise, passandoci i racconti di volta in volta e alla fine ho legato insieme le storie, differenziate con caratteri diversi (le mie sono in corsivo), creando una cronologia e un andamento narrativo lineare. Mi sono applicata per portare a termine il lavoro col fine di pubblicarlo. L'ho trascritto, impaginato, fotocopiato, rilegato e spedito. La risposta è arrivata a una settimana dalla spedizione: il nostro editore, fra tanti altri, trovò avvincenti ed eccitanti i nostri scritti.

Lisa & Cécile: descrivi il personaggio da te narrato.

Fin dall'inizio di questa avventura ho cercato di impostare la mia scrittura finalizzandola a un'eventuale pubblicazione. Ed è per me e per chi avrebbe letto che ho creato Cécile, un personaggio con un suo valore e una sua identificazione specifica. Ho regalato a Cécile una parte del mio pensiero, che lei poi ha fatto proprio e animato per mia mano, differenziandosi dall'altro personaggio, il quale aveva già incluso in sé un modo di essere e di agire caratterizzato da una "insofferenza" emotiva. Così Cécile è colei che attinge alla naturalezza affrontando le "avversità", volgendole a proprio favore, non trascurando l'intensità emotiva che ci alimenta, anzi facendo di questa sensibilità il punto essenziale e primario nel fluttuare della vita, privilegiando nel suo movimento di identificazione, il piano dell'azione, scandagliando un lato del vissuto femminile e differenziandosi così dal personaggio di Lisa, descritto dall'altra autrice. L'intento era quello di esporre al pubblico la molteplicità di situazioni e sensazioni che di solito nella vita reale sono racchiuse in un'unica persona. Qui la divisione è netta, ma l'una è complementare dell'altra. Cécile è solo una infinitesimale parte della costruzione femminile e attraversa un passaggio emotivo non privo di sensibilità, attenzione e valore. Cécile è una donna affascinante che sa di esserlo e in qualche maniera approfitta del suo fascino per muoversi con disinvoltura, accattivarsi le attenzioni altrui e soprattutto esaudire i suoi capricci, sicura e forte di questa prerogativa, ma anche sensibile, altruista e malleabile così come l'ho descritta nel libro: "Sensibile per istinto al desiderio. Racchiusa in un corpo devoto al soddisfacimento, sostenuta da un intelletto più duro, ma sensibile, ricattabile e mansueto... capace solo di mescolare sesso e spirito, un tacito accordo dentro di me".

Puoi rispondere o non rispondere, ovviamente, oppure puoi rispondere con delle bugie e nessuno lo saprà mai. Da uno a dieci quanto c'è di autobiografico nel romanzo?

Ho donato a Cécile, il personaggio da me ideato, parte del mio carattere, lasciando che si muovesse su di un palcoscenico che la sostenesse e le facilitasse la propria espressione naturale. Coniata per muoversi su di un terreno "ostile", Cécile riesce a proporre e a volgere a proprio vantaggio le difficoltà, riproponendo in chiave erotica quel modello di Eroina, basato non sulla scelta vincente, ma sulla risoluzione migliore.

Il romanzo erotico italiano che porteresti con te su un'isola deserta.

Io porterei carta, penna e... un dildo :-)

E adesso ti chiedo il romanzo erotico che porteresti su un'isola deserta... per lasciarcelo.

Lascerei il romanzo che potrei scrivere sull'isola. Per i futuri naufraghi :-)

Come mai si è scelto di non mettere i vostri nomi su copertina e retro-copertina ma solo all'interno del libro?

Non è stata una mia scelta.

Se dovessi subire un processo per pornografia e oscenità ci rimarresti male, o sarebbe una gran soddisfazione (spese legali a parte?).

Il tempo dell'inquisizione e dei roghi è finito da un bel po'... ma forse dobbiamo far attenzione che non ritorni!

Dell'audiolibro che puoi raccontare?

Al libro è incluso un DVD in cui è recitato il romanzo da due attrici e vi è aggiunta anche una nostra intervista. Trovo l'idea dell'audiolibro una buona scelta pubblicitaria che aggiunge alla narrazione erotica il coinvolgimento del senso dell'udito e la suggestione del racconto orale.

Domanda finale secondo tradizione di My Secret Diary: qual è il colore dell'erotismo?

Ti rispondo con un mio scritto pubblicato anche nel mio blog: il rosso lo è per eccellenza, è quello che più viene identificato come tale, nel suo incedere, fra la passionalità e la crudeltà. L'ardore è fuoco rosso vivo che brucia, il sangue suggella patti ancestrali e sgorga dalle nostre membra dopo un impatto violento. Il cuore irrorato di sangue pulsa percorrendo flebili canali che si dipanano al nostro interno. Attraversati da un liquido vitale... che l'erotismo sia la vita? Quel forte impeto di sopravvivenza e di metamorfosi che nutre la nostra evoluzione. Il rosso calore del sole che ci scalda. Ci arde con la passione e ci brucia al suo contatto. Ustioni indelebili della nostra crescita. Ma ecco venirci incontro il blu e l'azzurro del cielo. Impossibile è trattenerci al cospetto della volta celeste. Dalla voglia di cadere in quell'etereo abisso. Gli angeli sono stati posti nel cielo, tolti dalla loro riconoscibile sessualità. Attraggono per il loro androgino aspetto, così come il manto celeste che cela la sua vastità fisica nell'immenso. Privati del sesso, possono istigare impudicizie illusorie, riuscendo a eccitare con la loro irriconoscibilità, le vie del desiderio umano. Se si guarda attentamente il cielo di notte si prova la sensazione di esserne attratti come da una calamita. La sensazione ti scuote, ti affascina. L'erotismo non crea a volte la stessa sensazione? Inoltre penso all'azzurro dell'acqua, al blu degli abissi, al color smeraldo e cristallino dei mari. Aria e acqua infondono le stesse sensazioni, o simili, di volitività. Anche i colori caldi e decisi dell'autunno esprimono la passionalità dell'ardore. Lo struggimento della libido proprio del momento in cui questa si consuma... e potremmo andare avanti a scorrere l'arcobaleno. La percezione dei colori ci appartiene tanto quanto l'erotismo.

 

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