Kopabill

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Kopabill, classe 1991, giovanissima artista quindi e fotografa del nord Italia, ha iniziato la sua collaborazione qualche anno fa con la meravigliosa Ermione, che tuttora è una delle preferite e affezionate tra le modelle.

I suoi lavori sono pieni di una sensualità devastante, a volte morbosa, a tratti aggressiva, irruente, spesso decadente. Potete trovarli tutti sul suo sito.


Kopabill: da cosa arriva questo pseudonimo?

Mi è stato affibbiato ancora in prima superiore: poiché era mia abitudine vestire spesso il giallo e il nero, venni associata alla protagonista di Kill Bill Vol.1, che nell'ultima scena veste - appunto - una tuta gialla e nera.

Ermione compare spesso nelle tue fotografie. Come vi siete conosciute e che rapporto c'è fra voi due?

Ci siamo conosciute dopo che lei trovò il mio profilo su Deviantart; da lì decidemmo di organizzare un set assieme e, visti gli ottimi risultati, abbiamo cominciato a collaborare in diversi progetti. Diciamo che è stata lei prima di chiunque altro a incentivarmi a continuare e migliorare i miei lavori; siamo infatti entrambe molto soddisfatte dei risultati che la nostra collaborazione ha comportato. Mi ha aiutata molto offrendomi collaborazioni con altre modelle e proponendo le nostre foto per le pubblicazioni. Abbiamo instaurato un ottimo rapporto, assieme creiamo i miei lavori più significativi. Siamo in perfetta sintonia.

Come si sono evolute le tue fotografie da quando hai iniziato a oggi? Quali cambiamenti ci sono stati?

Credo di essere evoluta sia sotto l'aspetto tecnico che iconografico; inizialmente i miei lavori erano evidentemente mediocri sotto entrambi questi aspetti. Ho avuto un periodo in cui seguii la corrente dark, molto comune su Deviantart; ora cerco perlopiù di esprimermi cercando di perfezionare l'originalità. A differenza dei primi lavori, quelli più recenti sono carichi di significato, agli inizi infatti uscivano spontanei seguendo gusto estetico o significati minori. Assieme a Ermione ho deciso di puntare più sul rendere unico ogni pezzo dei nostri set, elaborando molto in post produzione. Infatti, dagli ultimi scatti ne è risultato più un lavoro di fotomanipolazione che fotoritocco.

C'è stato un servizio fotografico che ti è piaciuto particolarmente?

Ogni set fotografico ha atmosfere e ritmi differenti, ma nessuno spicca particolarmente. Diciamo che essendoci confidenza con Ermione, i nostri set sono molto disinvolti e spontanei, nelle collaborazioni con altre modelle è sicuramente diverso, ciò comunque non penalizza affatto il risultato. Ho sempre lavorato con persone piacevoli e sempre con buoni risultati, quindi mi riesce difficile fare preferenze.

Cosa cerchi di esprimere nei tuoi scatti e cosa, secondo te, viene recepito dall'esterno?

Soprattutto negli ultimi lavori, la creazione nasce da una personale concezione della realtà, rappresento con simbologie e corrispondenze la proiezione della mia visione del mondo; questo avviene particolarmente nelle fotomanipolazioni, ma è anche molto forte il significato che ho lasciato impresso nell'ultimo set con Ermione. Non credo affatto che vengano capite da tutti, ma è esattamente ciò che voglio, esse parlano per me, dei miei lati più intimi, ed è giusto che siano in pochi a concepirle esattamente. Nessuna di esse descrive del sentimentalismo, esse parlano esattamente di me, di ciò che penso, di ciò che vedo.

Hai dei progetti in cantiere per il prossimo futuro?

Non esattamente, l'ideazione dei miei lavori avviene in modo molto spontaneo e cerco di realizzarlo il prima possibile. Attualmente nulla in programma come fotografa, in vista ho qualche progetto in cui dovrò posare.

Come mai questo cambio di ruolo? Da cosa nasce?

Voglio approfondire questo ambito, si tratta di una sperimentazione, cerco una conoscenza del campo a trecentosessanta gradi.

Ti rassicura in qualche modo essere dietro la macchina fotografica e non davanti?

Si tratta di interpretare due ruoli diversi, sicuramente dietro la macchina fotografica sono più a mio agio, considerata l'esperienza. Ma da entrambe le parti esprimo me stessa, quindi per quanto riguarda lo starci davanti si tratta più di una questione di prendere più confidenza con il ruolo.

C'è una modella con la quale vorresti lavorare e non ne hai ancora avuto l'occasione?

Qualsiasi modella va bene, purché sia bella e molto espressiva.

Secondo te, come si esprime l'erotismo in una fotografia? Quanto ne va del fotografo e quanto della modella e del set?

Credo che il risultato dipenda da entrambi, la modella deve essere in grado di esprimere il proprio fascino e sensualità, poi sicuramente sta al fotografo interpretarla e valorizzarla soprattutto.

L'era del digitale, per quanto aiuti molto, non pensi abbia un po' fatto perdere il fascino delle vecchie fotografie sviluppate in camera oscura?

Le considero due cose differenti, sono piuttosto dell'idea che la fotografia digitale non svaluti affatto quella meccanica, le definisco più come due tecniche artistiche diverse.

Se dovessi - non fotografare ma - dipingere l'erotismo, quali e quanti colori useresti?

Credo che l'erotismo si possa esprimere con una scala di grigi; suggerisce, lascia spazio alla fantasia e non è esplicito. Come in un film in bianco e nero, non vediamo i colori, ma con le diverse tonalità di grigio li intuiamo. Dopotutto, trovo che il bianco e nero sia molto affascinante.

 

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