Noemi Gastaldi e Tiziano Aromatico

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Noemi e Tiziano, due ragazzi giovanissimi e autori del romanzo Ventidue fiori gialli, nato proprio dalle pagine del diario di Noemi. Come per la scrittura, Noemi e Tiziano è una coppia che condivide molte cose anche nella vita privata.

Quando e in che situazione vi siete conosciuti? C'è un aneddoto che vi ricordate di quel periodo?

N: E' tutto descritto nel libro, quindi non mi dilungherò più di tanto: ci siamo conosciuti in chat, il contatto di Tiziano mi era stato dato da un'amica... All'epoca ero follemente innamorata di un altro e il suggerimento della mia amica era stato di commissionare un rituale d'amore a Tiziano, il suo cartomante di fiducia...
T: Ci siamo conosciuti tramite un'amica di Noemi a cui leggevo le carte in chat. La prima volta ci siamo incontrati alla stazione di Porta Nuova. Ora mi sembra strano, ma quel giorno non ero per niente convinto: era troppo giovane ed era abbigliata in modo provocante. Ma mi è bastato parlarle un attimo e ho capito che avrei fatto la cosa giusta, se me la fossi portata subito a casa...

Quando avete pensato di scrivere insieme un romanzo?

N: Da parte mia, quando ho visto Tiziano leggere alcune pagine del mio diario. Mi aveva già detto di voler scrivere un romanzo sulla sua esperienza di esoterista e mi aveva accennato di volermi riservare un ruolo da protagonista. Così gli ho portato il mio diario; scrivo diari da quando ho imparato a scrivere. In questo modo avrebbe potuto sapere tutto di me. Gliel'ho portato, lui s'è messo seduto sul divano e ha iniziato a leggerlo mentre io facevo altro. Dopo un po', mi sono girata verso di lui per vedere a che punto fosse e non ci potevo credere: aveva una mano nei pantaloni e gli era venuto duro! Così ho lasciato che finisse di leggere, poi abbiamo fatto altre cose che non starò a raccontare e infine gliel'ho chiesto: "Possiamo usare anche quello che ho scritto io, per il tuo romanzo?".
T: L'idea iniziale era quella di scrivere un romando su di lei: mi sembrava interessante il suo vissuto, ma la conoscevo relativamente poco e non pensavo che avremmo finito per scrivere il romanzo assieme; poi abbiamo iniziato a vederci sempre più spesso e a parlare anche della mia idea: il discorso ha appassionato tutti e due.

Com'è nata l'idea di Ventidue fiori gialli? Come avete sviluppato la trama e com'è stata "tecnicamente" la stesura (email, lavorando per esempio un brano a testa)?

N: Com'è nata l'idea può dirvelo soltanto lui; io sono solo stata informata della nascita dell'idea... Per il resto, abbiamo lavorato molto insieme: prima che decidessimo di convivere, lui aveva giusto buttato giù l'idea. Così io mi sono occupata di trascrivere le pagine del mio diario sul suo pc, lui ha scelto quali utilizzare. Dopodiché, lui ha scritto una versione estremamente breve di quello che è ora il romanzo, poi insieme abbiamo deciso dove e come ampliare... Ho ampliato soprattutto io, ma visto che il narratore risultava essere lui, ogni volta leggeva i miei scritti, poi mi diceva cosa modificare e io riscrivevo la versione corretta sul pc. Infine lui rileggeva tutto e approvava.
T: Come ho già detto, mi incuriosiva il vissuto di Noemi. Non è molto semplice trovare un soggetto originale, ma in base a quello che Noemi mi raccontava e al suo modo di fare ho capito che poteva essere lei il mio soggetto. Poi mi ha portato alcuni suoi scritti e mi sono sembrati molto buoni, così è nata l'idea di utilizzarli. Per la stesura abbiamo proprio lavorato assieme: quando ho iniziato a mettere su pc quella che prima era solo un'idea, Noemi è venuta ad abitare da me, così abbiamo potuto collaborare molto da vicino.

L'avete scritto con l'intenzione di pubblicare o quella è arrivata successivamente?

N: Mah, non saprei... Quando ho visto finita la prima stesura, ricordo di aver pensato: "Se qualcuno ci ha messo tutto 'sto impegno a scrivere un libro su di me, si merita almeno di vederlo pubblicato!". Così sono stata io la prima a cercare un editore, l'ho mandato praticamente a tutti quelli che accettavano di esaminare il dattiloscritto via email, ma l'ho fatto un po' così, per vedere cosa succedeva. Poi sono passati quasi due anni prima che ci decidessimo ad accettare una delle proposte.
T: In linea teorica, ho pensato da subito alla pubblicazione, ero convinto che la mia idea fosse molto valida. In realtà, però, dopo la prima stesura è stata Noemi a preoccuparsi di proporlo in giro, di farlo valutare e tutto quanto. Fosse stato per me, credo che sarei ancora lì a valutare il da farsi...

Era la prima volta che vi cimentavate con un romanzo a quattro mani?

N: Per me era proprio la prima volta che mi cimentavo in un romanzo!
T: Sì, prima volta. Però avevo già scritto un romanzo, ne avevo iniziato un secondo e avevo alle spalle anche una raccolta di poesie. Tutto pubblicato con il mio vero nome, però...

Fate coppia nella scrittura ma anche nella vita privata...

N: Direi proprio di sì... Viviamo assieme, lavoriamo assieme... Scriviamo assieme, rispondiamo alle domande assieme... Ma poi è la vita che vuole così: come la mia macchina è tornata dal meccanico si è rotta la sua. Come ho preso un pc tutto mio s'è rotto il suo... Eh, quando due sono destinati...
T: Direi di sì.

Avete in cantiere qualche altro lavoro insieme?

N: Che io sappia no, ma se per caso questo romanzo avesse un minimo di successo mi piacerebbe dargli una continuazione... I personaggi sono ancora tutti vivi, quindi perché no? Mi diverte un casino scrivere di quello che vedo intorno senza censurare o aggiungere, per me è come svuotarmi di quello che mi succede durante il giorno...
T: No, il libro è uscito da poco e non sappiamo se andrà bene. Quindi per il momento niente. Vedremo.

Noemi Gastaldi e Tiziano Aromatico: non sono i vostri veri nomi. Come mai questa scelta?

N: Abitavo in un piccolo paesino, quindi i personaggi sarebbero stati troppo esposti... Molti di loro non sanno di questo libro, non sanno che ho pubblicato i fattacci loro e non so se mi avrebbero dato il permesso di farlo. Così ho pensato di cambiare tutti i nomi (compreso il mio).
T: Storia troppo vera e personaggi troppo veri. Non credo sarebbe stato giusto metterli in mezzo. Abbiamo iniziato a modificare i nomi di tutti gli altri. Poi ci siamo resi conto che se il libro fosse capitato nel paesello di Noemi, dal suo nome sarebbe stato molto facile risalire anche a tutti gli altri, così abbiamo optato per degli pseudonimi.

Come vi vedete fra cinque anni? E fra dieci?

N: Eh, non saprei... Fra cinque anni probabilmente sarò laureata e vorrei trasferirmi in qualche posto dove la ricerca scientifica è meglio sostenuta... Se sarò ancora con Tiziano spero mi seguirà... Fra dieci proprio non saprei...
T: Non vedo nulla oltre il "qui e adesso".

Qual è l'ultimo libro che avete letto? Un libro che buttereste nel cestino e un libro che invece regalereste?

N: L'ultimo libro che ho letto è N.P. di Banana Yoshimoto. Un libro che butterei nel cestino... Non ho mai buttato un libro nel cestino! Non saprei... in genere li acquisto dopo averli esaminati bene e non mi sbaglio, quindi non saprei proprio! Un libro che regalerei... dipende... a chi? Parlando in linea generale, mi piacerebbe regalare in giro alcuni libri di esordienti molto validi ma poco conosciuti.
T: L'ultimo è stato Il potere del silenzio di Castaneda. Da buttare nel cestino? Nessuno. Un libro che regalerei sempre e a chiunque è Siddharta di Hesse.

Secondo voi cos'è la gelosia e come vivete questo sentimento nella vostra vita di coppia?

N: La gelosia, per me, dipende molto dal vissuto... Prima di convivere con Tiziano non ero affatto gelosa, non nel senso convenzionale almeno. Non ho mai avuto il desiderio di possedere completamente qualcuno e di dichiarare il suo corpo e la sua mente come "mia proprietà intoccabile". L'immagine che associo alla gelosia è quella di Tiziano che tocca una spogliarellista mentre io me ne sto mezza nuda su un tavolo a catturare altri sguardi. In quell'occasione credo di aver provato gelosia per la prima volta. Contemporaneamente, lui mi ha dichiarato la gelosia che si portava dentro da qualche mese...
T: La gelosia è un sentimento molto umano, ma nella vita di coppia finisce col creare soprattutto problemi.

Se doveste dipingere l'erotismo, quali colori usereste?

N: L'erotismo ha infinite sfaccettature... Lo rappresenterei con un pigmento nero illuminato da una luce bianca: contiene tutti i colori e al contempo li emette tutti.
T: Il rosso e il nero.

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