Andrea Carlo Cappi

Scritto da

Uno dei più attivi scrittori italiani di genere, dal 1993 ha pubblicato oltre 40 titoli fra narrativa e saggistica e più di un centinaio di racconti. Ha pubblicato su My Secret Diary il racconto Il sapore della libertà della serie Danse macabre.

Ci racconti quando nasce Andrea Carlo Cappi scrittore?

Potrei dire... nell’autunno del 1970, quando avevo sei anni. Stavo diventando un lettore, passando dai libri per l’infanzia ai romanzi di Salgari. In quel periodo tra i film che mi colpirono ci fu Agente 007 – Licenza di uccidere, in una sala di terza visione (che un decennio dopo sarebbe diventato un cinema a luci rosse). Scoperto che al di sopra di James Bond c’era lo scrittore Ian Fleming, che lo aveva creato, decisi subito che da grande volevo diventare come lui, Fleming, per vivere le stesse esperienze che gli avevano permesso di ideare quella storia.

Ti ricordi qual è stato il primo romanzo erotico che hai letto?

La risposta è strettamente legata alla prima domanda. Perché nella biblioteca di famiglia c’era una zona proibita che comprendeva proprio i romanzi di Fleming, considerati inadatti alla lettura di un minorenne... quindi, immediatamente, il mio obiettivo primario, insieme a certi romanzi della collana Segretissimo di Mondadori, in particolare quelli di Gérard De Villiers... e ad alcuni numeri di Playboy anni '60 e '70 (questi ultimi custoditi sotto chiave, ricordo ancora il maledetto cigolio dello sportello ogni volte che lo aprivo...)
Ma, per rispondere alla domanda, il mio approccio alla letteratura erotica è stato attraverso gli elementi osée del romanzo spionistico. Non a caso, la celebre scena in cui la gangster lesbica Pussy Galore – che alla fine si rivela coraggiosamente onesta e per giunta opportunamente bisex – si concede a 007 nell’ultimo capezzolo (hard with desire)... pardon, nell’ultimo capitolo di Missione Goldfinger, ha turbato più di una generazione di lettori.

Qual è il tuo rapporto con la scrittura erotica oggi? Che ruolo ricopre nella tua vita lavorativa?

Continua a essere basato sull’intersezione tra erotismo e altri generi: thriller, horror e via dicendo, seguendo peraltro una traiettoria comune a cinema e fumetti delle mie due culture di riferimento, quella italiana e quella spagnola. Rientra in quello che scrivo in modo più o meno esplicito, compatibilmente con la tipologia dei lettori a cui è destinato il libro e al tentativo di evitare alcuni cliché e ad accettarne altri.
Ho una mia visione dell’erotismo nella vita che si riflette in ciò che scrivo. Se i "cattivi" abusano delle donne, toccherà loro un destino atroce. Mentre i "buoni" (concetto che estendo a coloro che hanno una certa etica, anche se altri potrebbero considerarli "cattivi"), uomini e donne che siano, hanno come obiettivo il piacere altrui prima del proprio ed è proprio questo che trovano gratificante.

Qual è il racconto o romanzo che hai scritto al quale sei più affezionato?

Difficile scegliere, dopo avere scritto ben più di un centinaio di storie! Potrei dire Ladykill-Morte accidentale di una lady, solo perché è il mio bestseller assoluto, anche se non è sul mercato da qualche anno, ma conto che ci torni entro il 2017. Non è affatto un romanzo erotico, ma quando una mia avvenente lettrice mi confessò di essersi bagnata (sic) su certe pagine, ne fui compiaciuto.
Tuttavia ogni mia storia presuppone un legame nei confronti dei personaggi, altrimenti non la scriverei. Sospetto che il mio gotico-erotico Danse Macabre – Le vampire di Praga (Edizioni Anordest) e il mio nuovo romanzo noir Black and Blue (Cordero Editore) siano i libri che ho scritto lasciandomi più libero anche nell’esprimere pulsioni, opinioni e sentimenti e che, quindi, possano essere i migliori libri che ho pubblicato.

Cosa dovrebbe contenere un buon romanzo erotico e cosa invece non è assolutamente necessario?

Anche quando tengo corsi di scrittura creativa non amo imporre regole. Nel romance commerciale, per esempio, sono "richiesti" un certo numero di passaggi espliciti e un certo numero di conflitti che pongano in pericolo il rapporto fino alla soluzione finale, e così via. Ma le regole devono essere conosciute solo per poter loro disobbedire in modo creativo. Quello che occorre in qualsiasi romanzo di qualsiasi genere è il coinvolgimento: di chi lo scrive e di chi lo legge. Se i personaggi non trascinano innanzitutto l’autore, non emozioneranno neppure il lettore.

Parlaci di Danse macabre: come nascono? E oggi cosa sono diventate?

Avendo scritto romanzi originali su personaggi come Martin Mystère e la coppia Diabolik & Eva Kant – in entrambi i casi con incoraggiante apprezzamento dai fan dell’una e dell’altra serie – qualche anno fa mi è stato proposto di fare altrettanto per una delle vampire del fumetto erotico italiano degli anni '60-'70. Il progetto non ha avuto sviluppi, ma intanto avevo elaborato un romanzo con un personaggio che è diventato sempre più "mio", pur traendo ispirazione dal quel tipo di fumetti, o da film come Vampyros Lesbos di Jesús Franco. Al punto che, per la prima volta nella mia vita, ho deciso di scrivere il libro prima ancora di avere un contratto con un editore per pubblicarlo. E, poiché nel frattempo avevo preso l’abitudine di accompagnare l’uscita dei miei romanzi con set fotografici ispirati ai personaggi femminili, ho costruito le due protagoniste di Danse Macabre – Le vampire di Praga sulle due modelle che avevo scelto per le parti: Délice La Rouge ed Ermione.
È forse l'unico romanzo in cui abbia raccontato sul serio una grande storia d'amore (tra donne... ma, come dico spesso, pur essendo un uomo sono profondamente lesbica). E fin dal primo momento l’ho concepito come l’inizio di un ciclo, di cui a due anni dalla pubblicazione oltre al romanzo esistono solo tre racconti che ho scritto e pubblicato online. Non tutti gli editori mantengono le promesse che fanno a lettori e autori. Ma prima o poi troverò il modo di scrivere gli altri romanzi.

Hai un romanzo nel cassetto a cui stai lavorando?

Ho sempre molti progetti. Fondamentalmente, le nuove storie di tutti i miei personaggi seriali. Nel 2016, per celebrare venticinque anni da scrittore, oltre al lancio del nuovo personaggio, Black, mi sto dedicando al recupero di storie ormai fuori commercio del cosiddetto Kverse (l’universo thriller che comprende le avventure di Carlo Medina, Mercy "Nightshade" Contreras, Rosa "Sickrose" Kerr e, adesso, Toni "Black" Porcell), a nuovi racconti e romanzi brevi fantathriller con padre Antonio Stanislawsky e a raccolte di vecchie storie. Ma con la mia coautrice abituale, Ermione, sto lavorando a un romanzo di fantascienza-noir-erotica che abbiamo avviato insieme nell’estate 2015, e concludendo una serie di brevissimi racconti fanta-horror.

Avendo scritto alcuni racconti insieme a Ermione e ad altri Autori saprai rispondere con sicurezza: cosa significa scrivere a quattro mani? C'è una ricetta segreta per poter lavorare in armonia sullo stesso testo?

Lo confesso: è l’unico aspetto della mia vita in cui non sono democratico! Posso partire da idee, proposte e persino quasi tutta la storia già elaborate dal co-autore o dalla co-autrice (mi è capitato sia con Il Visconte, il romanzo storico che ho scritto con il bravissimo Paolo Brera cui va la maggior parte dei meriti, sia con Ermione), ma avendo lavorato a lungo anche come editor, mi riservo l'ultima parola sull’opera finita. Adeguo al massimo il mio stile a quello delle altre due mani coinvolte... però ho la pretesa del final cut. D'altra parte, quando ho scritto fumetti di Martin Mystère con Andrea Pasini (e la straordinaria disegnatrice Lucia Arduini) o la radiofiction RAI Mata Hari con Arturo Villone, ho lasciato a loro l’ultima parola in quanto più esperti di me in quei media.

Quindi si può dire che nella scrittura a quattro mani tu abbia un ruolo dominante. È così anche nella vita privata?

Nella scrittura impongo la legge marziale perché i rapporti con l'editoria, il marketing, etc. sono una guerra e il fine giustifica tanto i mezzi quanto... il sacrificio dei soldati in battaglia. Nella vita privata invece sono estremamente democratico. Forse troppo, se è vero che la maggior parte dei rapporti si basano sulla sudditanza di uno dei partner, concetto che non sono mai riuscito ad accettare: né di lasciarmela imporre (grazie, ho già avuto una nonna e una madre di quel genere e mi sono bastate per le prossime sei reincarnazioni!) né tantomeno di imporla io a una donna. È un rifiuto così radicato che, ogni volta che vedo una donna a rischio di sopraffazione, cerco di intervenire, a costo di mettermi nei guai. Statisticamente, nella sfera personale quasi sempre i sacrifici ho dovuto farli io per il bene altrui. Però mi riprometto di evitarlo in futuro... il mio contributo per salvare l'umanità l'ho già dato!

E i tuoi personaggi come nascono?

I protagonisti sono sempre mie proiezioni, sia che mi assomiglino fisicamente, sia che abbiano corpi diversi. Persino il mio nuovo personaggio, Black, pur essendo nero e... più alto, giovane e prestante di me, contiene un’infinità di elementi autobiografici. Anche le mie eroine, benché sempre più simili alle modelle che ho scelto per interpretarle nelle foto promozionali e nei booktrailer, sono sempre mie incarnazioni alternative. Compresa Rhona, quella più attiva sessualmente: qualche sera fa, per spiegare a una mia adorabile e intelligentissima lettrice che cosa intendevo per "bacio", le ho indicato pagina e riga di riferimento in Danse Macabre – Le vampire di Praga... Temo non si sia ancora ripresa dallo shock. D’altra parte detesto mentire.

Il noir cammina spesso insieme all'erotismo: come mai secondo te questo binomio funziona così bene?

L’eros fa parte della vita e, come suggerisce l’abbinamento con thanatos, anche della morte. Nelle storie di spie, fin dai tempi di Giuditta nella Bibbia, la seduzione è un elemento fondamentale dell’infiltrazione e dello spionaggio. Nella cronaca nera – volendo mettere da parte le turpi storie di violenza sulle donne e di femminicidio, che rientrano solo nella brutalità – l’eros è uno dei motori fondamentali dell’esistenza e diviene quindi uno strumento fondamentale tanto per il raggiungimento della felicità quanto per la sopraffazione e il crimine. È dunque uno dei moventi più legati alla natura umana. Dato che eros e thanatos sono aspetti in cui ci si può identificare, leggerne crea emozioni, identificazione e, talvolta, catarsi. Senza il pericolo di sensi di colpa... o incarcerazione.

 

Altro in questa categoria: « Tjuna Notarbartolo Blanca Cordero »

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.

Ricerca nel sito

Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti per ricevere le nostre promozioni e le ultime news.

Lascia un messaggio veloce!