Racconti Erotici

Sfumature di un bacio

Scritto da Reine Noir

Sentiva il suo respiro sul telefono appannato... Ascoltava quella voce maschile che formava parole con tono timidamente sfacciato.

"Avrei voglia di baciarti".
Mentre uscivano dalla sua bocca le parole le accendevano sensazioni che la accarezzavano come una piuma e lasciavano effetti di pelle a desiderare, di tessuti ad avvolgere e linfe a fluire.
"Mi correggo: avrei voglia di venire lì a baciarti. Tu cosa mi rispondi?".
Sospesa nell'imbarazzo, non rispose, era immobile, senza respirare.
Nel silenzio sentì solo il rumore della telefonata che si interrompeva e portò le mani intrecciate all’altezza della bocca, con pensiero interrogativo.
Un uomo molto bello, bello con un mix indecifrabile fra il timido e lo spavaldo.
Lineamenti da frangersi solo a guardarli.
Era come se fosse tutto già deciso, e loro erano là a recitare la loro parte, senza ribellarsi.

Si riprese.
Ora era lì con i sensi confusi dall’eccitazione e dall’imbarazzo, quando suonò il campanello.
"Sono fuori da casa tua".
Aprì la porta, aspettando l’ascensore in quegli attimi senza consapevolezza.
Ogni tanto doveva mollarla, quella consapevolezza.
Quando lui apparve, lei abbassò lo sguardo e non riuscì a guardarlo per un minuto senza tempo.
Lo fece entrare e gli offrì da bere, quasi a sfuggirgli. Poi l’imbarazzo ritornò a livelli normali e cominciarono a parlare, della giornata, della casa e lei gli mostrò la sua terrazza sul mondo.
Fu lì che le prese la mano, dolcemente, la tirò a sé e le bocche si cercarono.
Passarono molto tempo a baciarsi, come dovessero nutrirsi l’uno della bocca dell’altro.
Poi lui si spinse a cercare un altro sapore da portare alla bocca e lo condivise con lei in un nuovo bacio più intenso.
Ogni parte del corpo si baciava con un’altra, in attimi infiniti di minuti che divenivano ore.
Lui le parlava, stavolta senza ritegno, fino a quell’ultimo bacio, quello più prezioso, dove i sapori si intrecciavano con gli occhi.

Terra
Versami addosso quel tuo sguardo,
voglio veder sgorgare il tuo desiderio
in gocce di miele generoso,
che offri come magico Graal.
Sfiora il periplo della mia terra,
voglio veder zampillare la mia fonte
di nettare muschiato dolce,
offerto alla tua natura famelica.
Attraversa i miei solchi col tuo aratro,
e varami come bica
sull’altare del mio ventre estivo.

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