Racconti Erotici

Ode a lei

Scritto da Thierry59

Ipnotica, ossessiva, magnetica. Una volta, innumerevoli volte. Questa musica è come una tela di ragno che ti intrappola e ti fa sua. Senza difesa. La ascolto e mi buca l’anima.

Lenta, affascinante, coinvolgente. Note che fondono sensualità e passione. Toni bassi, tinte miste fra il rosso screziato e il blu oltremare... Lei è la musica.
Nella notte. Come tutte le notti in sua compagnia. Come le sue note. Il ritmo, la cadenza, il colore. Come un sogno che al mattino diventa realtà.
La voce rotta dal fumo di mille sigarette forti come la sua vita e quella voglia impertinente e cattiva fanno di lei una donna da assaggiare al di sopra di ogni ritegno. Delle notti, invaghita del suo profumo, prende numeri a caso e avvicina uomini di tutte le razze e desideri, e regala loro ore maledette di sesso e preghiere, blasfema figlia dell’incenso usato per cancellare le macchie dei suoi peccati che brulicano nelle orge di carni e odori forti. Io? Io nel silenzio a guardare senza respiro. Fiera e felice del suo spirito. Bella da far male. Magnetica e ossessiva.
Lenta regina di antiche costellazioni del piacere, mi dona incanti difficili da dimenticare... lei che mi odia mi ascolta mentre stremata le chiedo di smettere...
Lei vuole di più, sempre di più e io glielo concedo senza mai una parola, senza un bacio.
Chi sono? Io l’amo come si ama la cosa più grande, più importante del mondo, indispensabile più della vita. I riflessi d’oro dei suoi capelli fra le mie mani nelle notti di fascino e incontrollabile perversione, fanno di noi donne opulente che si nutrono della linfa scaturita dai sensi...
Quale sapore ha la sua bocca?
Quella notte mi strinse a sé, e con una vertigine fra le mani mi disse: "Ti amo".
Risposi con una lacrima, e ci amammo per ore e ore, perdute nel tempo tenero e docile. Nelle sue mani ho messo la mia anima e quella di mille uomini, incantevoli amanti dai riccioli neri o dai lunghi capelli che spettinati le si insinuano fra le cosce per baci e orgasmi verde smeraldo che lei ricambia avida di succhiare e prendere con gesti lenti e appaganti. Segni di piacere sulla sua bocca e sul suo ventre che sa d’ambra e rabarbaro.
Uomini dai tanti volti, celebrano la sua bellezza come schiavi.
Io alzo l’immagine del mio cuore a simboleggiare l’amore che provo, è lei la mia regina e io sono la sua.
"Avrai il mia anima", mi disse.
E me la regalò. Il mio dono per lei fu un piccolo cuore d’oro... antico oggetto che da sempre mi apparteneva e che le donai immersa nell’infinito.
Due volti. Due aspetti di lei che non riconosco.
Nelle più disordinate e inespressive pieghe dell’anima vengono riposti dettagli che a stento si credono o forse si finge di non riconoscere; lì poi vengono messi in vendita e mercanteggiati al miglior offerente... strano aspetto delle sua maniera d’essere. Che tuttavia amo.
Il suo nome? Amore. Notte. Negazione. Alterigia. Incanto. Mistero e immenso Imperfetto.
Strano il suo dire e il mio tacere, e immerse in immagini al di fuori di ogni logica cuciniamo con arte spettacolare cene di sesso estremo, dove nulla è tralasciato od omesso, niente è inaccessibile o imputabile al caso... e i sapori degli orgasmi si fanno sempre più forti e pregni di ostinata voluttà.
Di lei bevo ogni goccia di piacere, mi diletto in giochi lenti e oltraggiosi con luciferiana precisione, spingo le mie dita più forte che posso per prenderla come lei mi chiede, per farla godere fino a urlare, entrando attraverso i suoi occhi che avidi mi chiedono di possederla. Le presto le mie mani, il mio seno, il mio sesso, la mia bocca e lei mi beve a sorsi ingordi, godiamo assieme, le mani viscide del nostro umore...
Nelle notti ipnotiche, ossessive, magnetiche, il nostro sguardo proietta linee di luce parallela ai nostri sogni, formando con essi disegni dal destino tracciato nero su bianco. Per la nostra felicità che paga e stremata si affaccia alla finestra della vita, recitiamo parole e silenzi difficili, come improbabili rumori.
Noi. Ipnotiche. Magnetiche. Femmine immaginarie e lussuriose dai lunghi capelli colore dell’assoluto.

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