Racconti Erotici

Penso, ascoltando

Scritto da Thierry59

Le ragioni per le quali avevano avuto l’esigenza di incontrarsi subito, senza preavviso e senza preamboli di nessun genere, le avevano capite subito dopo la prima stretta di mano;

una stretta inconfutabile e sincera come l’incrocio dei loro sguardi nella luce del grigio pomeriggio milanese, di un improbabile gennaio appena a metà.
Due donne vere e autentiche nei modi e nei fatti, spinte dalla voglia di sentirsi vicine per condividere anche solo poche ore di parole e silenzi, davanti a un bicchiere di vino bianco, allungato con solo una tinta di desiderio, giusto quel po’ che serve e basta per anteporre davanti a quell’incontro la conoscenza e il rispetto di cui non si dovrebbe mai dimenticare l’esistenza. E anche se avevano fra le mani pochi elementi dei quali però sapevano provenienza e punto d’arrivo, avevano destinato i momenti di intenso piacere e grande intesa a data da destinarsi, per lo più subordinata a quella parola d’ordine che si chiama sincerità; loro erano donne vere e autentiche, e tutto ciò lo sapevano molto bene.
Tuttavia, la spinta della motivazione in fondo cresceva, e cresceva velocemente creando fantasie con picchi di grande sensualità, in netto contrasto con la base d’intento che le univa.
Era stato un pomeriggio di bombe erotiche che non davano scampo. Granate sparate a suon di sguardi furtivi, tocchi leggeri e due baci appena accennati, sicuramente fratelli di altri e molti altri ancora, tiranno il tempo e maledetta la distanza... ma meglio così.
Per capire e capirsi, per cercare e cercarsi, per amare ed essere amati non sempre sono necessarie animosità e corteggiamenti che hanno dell’infratto clandestino e mutevole e, per le donne vere e autentiche, questo aspetto poteva essere il primo mattone posto nella piccola casa dalla conoscenza, il piacere per il piacere non è stato dato per essenza e linearità d’intento, e non certo per mancanza di stimoli o di voglia, termini questi dei quali conoscevano perfettamente luogo e destinazione, e quindi letto reciproco o qualsiasi altra postazione degna, o anche no.
Dove guardano i tuoi occhi? Di che colore è la tua anima? Dove hai perduto tempo ed energia, riponendoli in pieghe di sessualità e promesse dubbie, per provenienza e discutibile presenza?
Io ho attribuito troppa importanza a cose e a persone che hanno abbondantemente approfittato di me e dei miei capelli biondi, tanto lunghi quanto appassionati e ingenui.
Mentre tu? In cosa credi... in quale pezzetto di cuore vorresti sederti e in silenzio vedermi camminare, a passo spedito verso di te...
Come mi ameresti? Come mi prenderesti per farmi godere ed estasiare con il tuo tocco incantevole come il suono della tua voce... rimbalzi tutt’attorno creando cerchi di piacere liquido e fecondo, che resterebbe poi fra le tue dita o sulla tua bocca, morbido, lascivo, tenero ma terribilmente passionale, dalle carezze date e ricevute per un sesso tutto da vivere e assaporare piano come un vino millesimato e opulento.
Prendimi ora, e lasciami le tue impronte nell’anima. Prendimi per mano e con regolarità, detta il ritmo del movimento che porta a gridare assieme l’orgasmo voluto e cercato, appagante e complice di notti fra lenzuola di seta e petali di fiori di Loto.
Le donne vere e autentiche non mettono la maschera, non nascondono le loro movenze usando tessuti di scarsa qualità; loro sanno che possono vivere tutto ciò, in un delirio dalle tonalità profonde e calde del Blu della loro anima... queste donne hanno immenso rispetto verso quel discusso sentimento che viene chiamato amore.
Se tutto ciò sarà ritenuto possibile, a quelle donne vere e autentiche verrà regalata una lettera maiuscola, che loro sapranno anteporre alla parola che più le lega.
Ma sta di fatto che ormai la cosa è capita e complice.
Ora, lunghe attese.
Lunghe notti di piacere misto a naturalezza e fisicità infinita. Misteri da leggere con il codice del cuore in mano, mai stanche... mai paghe, mai bugiarde.
E le ragioni per le quali avevano sentito l’esigenza di incontrarsi subito, stanno ora appese e mute a benedire loro stesse per la meraviglia che hanno creato.
E quel pomeriggio milanese, grigio e pigro nell’incedere, ringrazierà con un inchino e un sorriso quegli sguardi persi nella luce dell’improbabile gennaio appena a metà...
...Per tutti gli amanti che ancora credono nella forza del proprio destino.
E per te...

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