Racconti Erotici

Tulipani gialli

Scritto da Thierry59

Per caso, con molta probabilità per una strana combinazione di numeri del destino, ammesso che esista davvero, arrivò. E arrivò alla fine di un inverno che aveva portato sentimenti di varia natura,...

onde alte e spumose fatte di ricerche notturne attraverso piaceri nascosti dietro a certi paraventi tinti di rosso porpora e oro, quando niente creava più la voglia di vedere aldilà dei propri occhi, di sentire oltre al proprio cuore... L’immagine di Lei fu subito chiarissima ai suoi occhi, cristallina come la luce dell’alba avvolta ancora da polvere di stelle e qualche linea chiara fra le prime nubi primaverili.
Acuta, sagace, estremamente intelligente e quasi irreale, Lei mise davanti al suo volto un mazzo di eleganti tulipani gialli a nascondere un sorriso difficile da dimenticare. Il suo sguardo penetrante, i colori del suo portamento e infine i suoi occhi, indescrivibili, finti tanto erano belli, non davano false speranze. La sua anima parlava chiaro... prendimi, sono tua. Il colore del suo profumo era azzurro, fatato e assolutamente incantevole come la luce che aveva intorno a sé.
Un’esplosione di sensi, senza esclusione di colpi. Parole di desiderio dette solo con lo sguardo, complice il vino, bianco, ricco e lussurioso come scoprirono piaceva loro; alternanze di musica, mista a voragini dentro l’anima come enormi buchi pronti a contenere baci e carezze senza fine.
Fu un incontro senza scrupoli. Era la fine di Marzo.
Le loro anime erano manifesti della pura passione da gridare in un solo, unisono sospiro di piacere.
Una miscela esplosiva la cui miccia era fatta di attrazione pura, l’eleganza dei bagliori dati da orgasmi simili a cori di mille voci.
Questo era Lei. E questo voleva che fosse per sempre, fin dal primo incontro, che creò momenti di totale abbandono, la testa appoggiata sul suo seno, il pensiero che volava più alto che poteva.
Entrambe complici e affamate, nutrivano momenti di ricca intesa già dopo poche, pochissime ore dal loro primo bacio. E senza chiedersi il motivo, viveva sospesa... l’anima sostituita da qualcosa che crea dentro una felicità che non si può descrivere, ma solo regalare.
Si era innamorata, e si stava innamorando sempre più, da subito, o forse da sempre... di quella Lei che con la sua forza, la sua bellezza, il suo ardore, la sua esuberanza nel desiderarla la faceva sentire la donna più felice della terra. E Lei le raccontava di sé e delle sue parti più o meno felici, specificando le cose che sembravano più salienti, raccontava le sue difficoltà e i suoi timori in maniera parca, delineando così un'immagine i cui margini erano fumosi; creava un fascino che attraeva senza limite.
Lei...
Lei una notte la prese in un modo che aveva della pura poesia. La bocca nella sua, le mani alla ricerca affannata del seno, da accarezzare piano, da godere piano con passione e voglia. La sua lingua nelle pieghe dell'inguine e poi più giù, piano, con calma. Gesti accurati, eleganti, sensuali, intensi ma non volgari. Lei... Il solo pensiero fa rabbrividire. La fece entrare dentro di sé, completamente dentro di sé attraverso i suoi occhi, occhi lapislazzuli, tagliuzzati di verde e di grigio cristallo...
Poi la girò, piano, solo con una mossa era già sua... le apparteneva ora più di sempre, con l’intensità che amava, con il piacere che le dava vederla godere al movimento delle sue dita, dapprima lento, poi sempre più veloce... scivolava da una parte all’altra prendendola sempre più. La luce della candela rossa a illuminare i riflessi dei capelli biondi presi a piena mano... Lei, la prima e l’unica musica dalle
note venute dal Paradiso. L’aveva amata così, quella notte, nulla di più naturale nella logica di chi ama davvero. O crede di poter amare...
E tutto iniziò a prendere sempre più forza, con il controllo che viene sempre meno, con il sentimento che alza la mira e spara diretto al cuore. L’amore eterno sembrava alle porte... il maledetto. Le emozioni erano di tale intensità da far mancare il respiro, le notti erano testimoni di ore d’amore ed erotismo senza eguali... e Lei, sempre più lo scopo della sua vita. Era Maggio.
Gli eccessi di Maggio portano a dover pagare conti salati sotto vari aspetti, perché quando si esasperano dei toni e delle attenzioni, le cose e le virtù si dipingono di tinte con troppe sbavature; questo fu da principio il primo tiepido segnale di ciò che poi dettò l’aspetto delle false verità e della consapevolezza di un qualcosa che ebbe il colore della tristezza.
Troppo. Forse era troppo. O troppo poco o forse solo la combinazione non era più la stessa e la formula chimica iniziò a venir meno, si destabilizzò nei numeri e nelle parabole. Aveva l’aspetto di un quadro senza cornice, ma che in realtà la cornice ce l’aveva, bastava spolverarla, si sarebbe vista ancora. Lei aveva un atteggiamento ambiguo, a volte torbido, altalenante. Dava e toglieva con semplicità disarmante, riuscendo a destabilizzare anche il più solido dei sentimenti. E mentre la manifestazione del desiderio veniva miscreduta e derisa perché non ritenuta più tale, il caleidoscopio della sua anima viaggiava veloce nel tempo...
Lei...
Volutamente distaccata, opaca nel credere e nel sentire, aveva comunque uno sguardo e un sorriso che facevano perdere il respiro... che coloravano d’amore anche le sere di grande difficoltà... che baciavano a lungo e profondamente ogni angolo della pelle ambrata dal primo sole estivo e facevano crescere ancora il desiderio di fare l’amore per notti intere, in silenzio, perché le parole non erano il suo forte, ma la forza del suo amare quello sì...
E se questo si credeva potesse bastare, il primo sole di luglio servì a gettar via inutili speranze.
E come in ogni storia che sia degna di essere tale, si china il capo e non si replica. Ma si pagano gli errori e a caro prezzo.
Lei... interruppe tutto, lo arrestò. Ferma, decisa, bella come mai prima.
Il resto sono solo stelle per ricordare che la notte ha mille verità che si accendono per ognuno di noi... e rimane il ricordo delle sue mani quando le prendevano il viso e lo accarezzavano guidate da quei suoi occhi così strani e perfetti... che cosa pensasse in quei momenti non lo si saprà mai.
Chissà a chi rivolgerà le stesse inquietudini e la stessa intensità ora...
L’anima consumata di gioia e sabbia... ruvida fra le mani.
Lei...
L’amore.
E un mazzo di tulipani gialli.

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