Racconti Erotici

Zampanò

Scritto da Lazlo

Tutta per me
la giostra di zampanò tace
e gira con gli occhi di brace
il cavallo di troia
che alla zingara piace...

Com'è bello il mondo visto da così in alto. Piccoli esseri che si muovono frenetici e colorati. Lo so che sono persone ma da qui, se per un attimo provo a dimenticarlo, sembrano formiche, colorate sì, ma pur sempre formiche. Non arrivano rumori qui, è il silenzio a farla da padrone e per la prima volta mi rendo conto che anche il silenzio è rumoroso. Ha una voce bellissima.
"Ma dov'è?", vi chiederete voi. Be' semplice, su un grattacielo. Eheh, mi viene da ridere, come se il cielo potesse soffrire il solletico. Come se due mani enormi e ricoperte di piume potessero stuzzicarlo e farlo ridere di gusto. Secondo me no, e allora perché costruire un edificio così alto da poterlo chiamare grattacielo? Non me lo spiego, ma d'altra parte sono tante le cose che non sono riuscita a spiegarmi durante la mia vita. Non che io sia vecchia e guai a chi lo pensa. Ho 35 anni, l'età giusta credo, anche se non so per cosa.
Quante cose non so?
Questo è il posto giusto però, sì. E' stata lunga la ricerca ma finalmente l'ho trovato, il luogo per i miei pensieri. Ho il cielo come spettatore, da qui mi può vedere bene e anche sentire. Mi guarda con quei suoi occhi buoni e il suo profumo di primavera, accarezzandomi con le sue lunghe braccia amorevoli. Mi sorride. E io mi sento piccola, vuota di quel nulla che riempie il cuore. E' pace quella che mi circonda e fa sparire i problemi di fronte a questa immensità che mi sovrasta. Una buona terapia per la mente e per lo spirito insomma. Mi piace vedere come siete piccoli e insignificanti da quassù. E dire che ho sprecato tanto tempo a darvi importanza, ad ascoltare i vostri problemi, a farli diventare miei cercando di alleviare la vostra sofferenza. Non che io mi consideri una martire, sono fatta così. Proprio non ce la faccio a fregarmene o a lasciar perdere. So perfettamente che dovrei farlo, ma forse sono stata creata proprio per questo e quindi non sarebbe giusto ribellarsi alla natura, e allora non è stato tempo sprecato forse.
Confusione.
Ora posso capire meglio tante cose e forse qualche volta ho esagerato prendendo troppo seriamente situazioni che non meritavano tanta attenzione. Be', inutile pensarci ora.
Qui non c'è nessuno di voi che può raggiungermi. Non c'è il mio caro padrone di casa con i suoi modi ruffiani che per la modica cifra di duemila euro mi affitta l'appartamento. Appartamento si fa per dire.
"Signorina buongiorno, come siamo belle stamattina", dice lui fermo sulla porta di casa in attesa dell'assegno. "Le dispiace se entro un attimo?".
"Certo che mi dispiace, ma ho bisogno di questa seconda e lurida casa e ho bisogno dello sconto che regolarmente mi fai per avere i tuoi dieci minuti di gloria". Così dovrei rispondere ma no... non sono capace.
Il signor X è un uomo sulla sessantina, grasso come un maiale e con gli occhi stretti. Quel tipo di occhi che appena li vedi provi un senso di ribrezzo e capisci subito che non sono sinceri. E' una di quelle persone fintamente gentili e ossessivamente invadenti, che ti fanno mancare il respiro e desiderare di allontanarle il più presto possibile da te.
A contrastare con questa sua immagine raccapricciante e fastidiosa è il suo abbigliamento, te lo aspetti vestito da straccio sporco e unto e invece ti si para davanti con un abito elegante e di buona fattura, come se questo potesse smorzare la realtà, e magari lui pensa sia così. Sì... perché non credo abbia la minima idea della percezione che si ha di lui, oppure è talmente idiota da non accorgersene nemmeno. E' ricco, il signor X, tremendamente ricco... e presuntuoso.
"Ma no si figuri signor X, venga che le offro un caffè e parliamo un po'", rispondo invece io.
E come tutte le volte si ripete lo spettacolo dal medesimo copione trito e ritrito, un caffè, due banalità recitate e via sul lettone dove tutto si consuma in dieci minuti. Al signor X piace che io mi inginocchi davanti a lui mentre slaccio la cintura dei pantaloni e lascio uscire fuori quella carne strabordante per arrivare al suo sesso. Vuole che lo prenda in bocca, il signor X, e io eseguo. Tanto lo so che basteranno tre minuti per concludere questa recita. Non che questa consapevolezza mi renda il compito più dolce, certo, ma di sicuro mi aiuta a fuggire da lì, a non guardarmi. Osservo la sveglia sul comodino con la coda dell'occhio... tre... due... uno... bang! Riesco anche questa volta a farlo sparare in tempo, come si dice in gergo. Come quale gergo? Quello delle puttane come me!
Perché non lo sapevate? Non ve l'avevo detto? Mamma mia che sbadata, be' allora rimedio subito e mi presento. Viviana, trentacinque anni, e il primo di voi che mi ricorda che il mio nome fa rima con puttana si becca uno sputo! Da qui sopra dovrebbe anche fare male se riesco a prendervi in testa. Sono una puttana, sì! Certo per i miei clienti sono una escort, è più fine come definizione e per loro è importante illudersi di non essere accompagnati da una puttana. Sapete, la forma ha una certa importanza nel loro mondo fatto di abiti eleganti, finti sorrisi, ipocrisia e spensieratezza. E' anche il mio mondo, o almeno lo è stato fino a ora.
Comunque in effetti, quando si dice un nome un destino, nel mio caso è proprio vero. Sono quindici anni che faccio questa vita e tutto sommato non mi dispiace poi tanto. Certo ci sono parecchi lati negativi. Una cosa che non ho mai sopportato sono gli sguardi maliziosi delle persone che incontro per strada, mentre faccio la spesa o se mi fermo a prendere un caffè. Non credo che tutti sappiano che mestiere faccio, ma nei loro occhi si legge un giudizio... e a me non piace affatto. Forse il mio modo di vestire provocante con abiti che mettano in risalto le curve giuste, forse le movenze, la cura che ho per il mio corpo, oppure... sta a vedere che ho proprio la faccia da puttana. Non so. Altre volte si legge invece il desiderio di possedermi e quello non mi ha mai infastidito troppo, ho imparato a conviverci fin da ragazzina quando le forme del mio corpo gracile e goffo hanno deciso di ingentilirsi e arrotondarsi in un modo che evidentemente agli uomini piace. Da quel momento mi sono accorta che cominciavano a guardarmi con occhi diversi e tutto sommato la cosa mi intrigava. Una rivincita in un certo senso perché il mio corpo mi aiutava regalandomi un pizzico di potere, il potere di far girare la testa a un uomo. Mica roba da ridere sapete! Per una come me poi che non è mai stata capace di trovare un posto nella società.
Il problema è che in realtà dentro quel corpo tornito e forte, la mia anima non si è mai trovata bene, troppo fragile, troppo diversa dal suo contenitore per riuscire ad abitarci in maniera confortevole. Un controsenso insomma che non ho mai smesso di portarmi dentro. Anzi, dopo i primi tempi la cosa ha cominciato a darmi addirittura fastidio. Quel corpo così bello, così ammirato e desiderato si è trasformato per me in una prigione. Nessuno è mai riuscito a guardarci dentro, si sono fermati tutti alle curve più pericolose. E questo mi ha fatto molto male. Forse il motivo per cui ho cominciato a prostituirmi è proprio per poter conoscere tanti uomini diversi e magari uno di loro sarebbe stato il mio uomo. Magari avrei trovato fra tanti esemplari quello che faceva al caso mio e che non si sarebbe fermato all'aspetto fisico.
"Povera illusa!", sento gridare dal basso.
Sì, forse sono stata una povera illusa, ma allora mi era sembrata un'ottima idea. Oggi capisco che non lo era affatto, mi ci sono voluti diversi anni, ma oramai è questo che sono, una elegante escort di lusso e un’ottima attrice, anche se non lavoro in teatro.
Attrice, perché in tutti questi anni ho recitato il ruolo che mi veniva richiesto di volta in volta, e credo anche di averlo fatto bene visto che nessuno si è mai lamentato. Anzi, la schiera dei clienti fissi è piano piano aumentata.
"E allora? Perche ci racconti queste cose?". Zitti voi là in basso, non potete mica intervenire sapete, non questa volta, non adesso. Dove eravamo rimasti? Ah sì, l'errore!
L'unico errore che ho fatto è stato quello di non riuscire a recitare fino in fondo. Non sono mai riuscita ad avere il necessario distacco e ho finito per fare miei i problemi, le manie, le stranezze, le delusioni, le fobie e le ansie degli uomini che ho di volta in volta scopato. Me lo sono detta tante volte, devi essere come un chirurgo che opera al cuore un malato. Lui non si preoccupa di chi ha sotto le lenzuola, vede solo quello che deve fare e cerca di farlo al meglio. Non si chiede mai "Sarà sposato? Avrà dei figli? Che lavoro farà?" e via dicendo.
E ne ho incontrati tanti di uomini, molti di loro sono anche diventati amici. Amici, sì... anche se pensandoci bene non mi hanno mai chiesto "Come stai?", non sinceramente almeno. Non mi hanno mai detto "Oggi ti vedo triste, ne vuoi parlare?". O forse sono io che non sono stata capace di farmi guardare diversamente da loro? Non lo so... è possibile. Fatto sta che non sono mai riuscita a farmi ascoltare da qualcuno.
Con le donne invece ho sempre legato poco, non so perché e forse non voglio saperlo. Certo mi viene da ridere se penso che, cercando di riempire il vuoto che mi porto dentro, non ho fatto altro che aggravare sempre più la mia situazione. Cercando comprensione ho trovato indifferenza. Cercando una carezza ho trovato una mano rude e poco attenta. Vi siete mai chiesti, arrivati a un certo punto della vostra vita, cosa abbiate raccolto? Be' io lo sto facendo e sinceramente la risposta mi fa paura, perché non ci trovo niente che valga la pena di tenere stretto al petto.
Ho avuto molte cose, macchine di lusso, alberghi da mille e una notte, soldi, vestiti firmati. Ho visto paesi bellissimi e incontrato persone interessanti e diverse fra loro che tanti di voi probabilmente non avranno occasione di incontrare. Ho scopato con uomini bellissimi e potenti... certo, alcuni erano solo potenti, ma tirando le somme non posso lamentarmi. Eppure... eppure non ho trovato niente che mi riempisse veramente l'anima. E nessuno disposto ad ascoltare.
Ora però so cosa fare. Ci ho messo un po' ad arrivarci ma adesso forse troverò la felicità che non sono stata capace di trovare prima.
"Signorina cosa sta facendo! Scenda di lì, è pericoloso!".
Ma come cosa sto facendo? Inizio un nuovo viaggio no? Parto per una nuova avventura.
"Si fermi! Nooooooooooooo".
Ahhhhh, il vento è fortissimo e schiaccia il mio corpo ma non fa male. Ora non ho più paura, no, sono curiosa di vedere come proseguirò il mio cammino.
Arrivo formichine!!!! Vediamo se riuscite a pre.

Rido perché
non ho più mal
non ho più da pensar
fuggo da me
non basta amar
mi vengano a cercar....

tutta per me
la giostra di zampanò tace
e gira con gli occhi di brace
il cavallo di troia
che alla zingara piace.

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