Racconti Erotici

Il contratto

Scritto da Matt67

Tutto era già accordato... Io non avrei mai saputo il suo nome e solo se lui lo avesse deciso mi sarebbe stato concesso di vederlo. Mi avrebbe presa, usata a piacere e dopo pagato, lasciando i soldi sopra il tavolino d'ingresso...

Ho preparato la camera come me lo aveva chiesto. Lenzuola di seta nera, candele al posto della luce, un mazzo di rose bianche e un incenso che profumasse di mirra.
La porta del loft appena aperta e il suo cd come musica di sottofondo.
Un solo squillo al mio cellulare...
So già che devo prendere quel nastro e legarlo attorno ai miei occhi. So già che devo sdraiarmi a letto con quell'intimo che lui ha scelto e mi ha fatto consegnare, insieme a quelle bellissime scarpe gioiello.
Sento i suoi passi. Intuisco i suoi movimenti quando si toglie i vestiti. Riesco a percepire il suo profumo.
Quanto è eccitante...
Si avvicina a me. Sento le sue mani che iniziano a esplorare la mia pelle in maniera sottile, come se volesse riconoscere questo corpo che da tanto gli dona piacere una volta a settimana.
Il nostro contratto è semplice... abusare e dominare me in maniera consensuale, senza domande, senza richieste da parte mia.
Sono semplici i suoi strumenti di tortura... Quelle mani che sembrano di ferro, quella bocca che non lascia un centimetro della mia pelle senza essere minuziosamente riconosciuto, e poi l'arma più potente, la sua lama che ogni volta che mi penetra, sventra il mio sesso e miei sensi.
Sono inchiodata in questo letto. Ha legato le mie mani e i miei piedi, sento come il mio miele inizia a uscire; sono cosi eccitata...
Tutto d'un tratto infila le sue dita dentro di me, con quella brutalità alla quale non mi abituerò mai, e con con la sua bocca prende i miei seni, uno e poi l'altro. Li lecca, li morde fino quasi a squarciare i miei capezzoli. Ogni volta somiglia di più a una belva.
L'odore del sesso aleggia nella stanza. Non sento più il profumo della mirra o delle candele.
Adesso è sopra di me...
Mi fa vibrare quando mi penetra con il suo corpo.
Sono come una bambola che ha il dono della vita. Mi penetra, mi scuote, mi gira, mangia il mio sesso, penetra ogni femmineo orifizio con il suo sesso duro come marmo.
Sussulto, m'inarco, sento il mio petto che s'alza, sono rigida e morbida allo stesso tempo.
Non posso muovermi né parlare, solo lui ha questo diritto. Ha preso le mie mani per bloccarmi di più e adesso accelera i suoi movimenti, è sempre più violento, come un viscido animale.
Non resisto più, sento che sto per esplodere, però devo farlo solo quando lui me lo concederà. E' lui il padrone...
Avvicina la sua bocca alle miei orecchie, sento il suo respiro affannato...
"Ora vai, vai...", mi ordina.
Come un vulcano la sua lava bollente penetra in me e la faccio tutt'una con il mio miele.
Mi ha concesso di raggiungere il piacere che altre volte aveva bloccato, godendo da solo.
Ora devo omaggiarlo, dimostrare la mia gratitudine pulendo il suo corpo con la mia lingua fino a cancellare le tracce della sua opera, accarezzando la sua pelle con i miei capelli fino a impregnarli del suo odore
"Sei stata brava".
Libera le mie mani e i miei piedi.
So che non posso togliermi la benda, neanche questa volta potrò vedere il suo volto.
Lo sento prendere i suoi vestiti e lasciare i soldi nel tavolino d'ingresso.
Una sottomissione consensuale... un contratto particolare, eccitante, sempre diverso, quasi una violazione che non rifiuto mai.

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.

Dello stesso Autore..

Ricerca nel sito

Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti per ricevere le nostre promozioni e le ultime news.

Lascia un messaggio veloce!