Racconti Erotici

Simply red

Scritto da Michele Caliban

Holding back the years, thinking of the fear I've had for so long. When somebody hears, Listen to the fear that's gone. Guardo la mia mano, fletto le dita e le appoggio sulla porta.

Percepisco perfettamente le sottili venature sotto i polpastrelli, accarezzo poi la superficie, fresca e lucida. So che il paradiso mi attende oltre la soglia, quindi scosto la porta piano. Il liscio pannello di legno di ciliegio laccato scivola silenzioso verso destra scorrendo nelle sue guide, parallelo alla parete rivestita anch'essa dello stesso legno rossiccio. La grande stanza che scopro è quasi vuota, eppure calda e accogliente. Una grande, magnifica vasca ovale in marmo bianco, incassata profonda nel parquet, troneggia al centro e una leggera brezza marina mi accoglie, solleticando il mio viso e i miei capelli attraverso le grandi aperture porticate della parete di fronte. Appena oltre la stanza le scurissime rocce vulcaniche della scogliera precipitano a perdifiato verso il mare spumoso, azzurro e blu, le cui onde s'infrangono sui molti pinnacoli rocciosi che, come zanne sepolte di immani bestie primordiali, rompono la monotonia del mare innalzandosi neri e lisci contro l'azzurro del cielo. Un sole rosso, piccolo e intenso riflette se stesso sulle acque dell'orizzonte sfumandole di carminio e scaldando ai suoi raggi la mia pelle. Poi la vedo entrare e ogni altra cosa intorno perde consistenza nella mia mente.
Si avvicina muovendo lentamente i sottili piedi nudi sul pavimento di legno e le unghie smaltate di scarlatto spiccano splendide sulla sua carnagione chiara. Un corto kimono di seta rossa nasconde decisamente poco della sua bellezza e sensualità al mio sguardo. I suoi capelli sono molto corti, lisci e lasciano totalmente esposto il lungo collo sottile e la nuca, così tenera, elastica, particolarmente indifesa perché in fondo è la sola parte del proprio corpo che la donna non può quasi per nulla vedere e controllare. I suoi occhi neri, profondi, non distolgono mai lo sguardo dai miei, mentre cammina verso il centro della stanza. Le sue labbra sottili, anch'esse rosse, si incurvano in un leggero sorriso, invitante, stuzzicante, innocentemente lascivo. Giunta di fronte alla vasca si ferma, le sue mani sottili con un solo gesto sciolgono il fiocco della cintura e un leggero movimento di spalle fa scivolare a terra, alle sue spalle, il kimono rosso. Ora è completamente nuda a pochi metri da me.
Il suo corpo è davvero splendido nella sua ingenua e maliziosa nudità, rotta solo dal rosso vivo di labbra e unghie e dai sottilissimi corti riccioli scuri che disegnano appena il suo inguine, senza celare per nulla la sua umida intimità. Il suo piede entra in contatto con la vasca e increspa l'acqua, muovendo i moltissimi petali di rose rosse che galleggiano sparsi, spandendone il profumo tutto intorno, quindi si immerge completamente. L'acqua lambisce il suo ombelico, lasciando fuori i seni tondi, pieni e dai capezzoli sensualmente turgidi, quasi volessero spingersi verso di me, attrarre i miei baci e carezze. Le sue mani sollevano più volte acqua e petali spargendoli sul viso e sul collo e il liquido, chiaro e profumato, scorre lungo petto e schiena, quindi la sua mano destra si allunga verso di me e con il movimento di due dita mi invita ad avvicinarmi.
Pochi passi e sono sul bordo della vasca, i miei piedi nudi non fanno alcun rumore sul legno. Mi tolgo rapido, un poco maldestro, il kimono che mi accorgo ora mi sta coprendo, rivelando il mio corpo nudo ed evidentemente eccitato e il solo strusciare della stoffa leggera mi causa brividi e contrazioni di desiderio nelle gambe. Le sue dita continuano ad attirarmi mentre mi immergo rapido. L'acqua è appena tiepida, una temperatura perfetta e il profumo di rose che sprigiona mi invade le narici e rilassa la mia mente, almeno le parti che non stanno immaginando e desiderando prepotentemente lei. Si accosta finalmente a me e le sue mani si appoggiano al mio collo, accarezzando dietro la nuca e poi salendo sui capelli e scendendo lungo la schiena, in un lento, sinuoso e vibrante massaggio. Le punte dei suoi piccoli, rosei capezzoli premono dure sui miei e sul mio petto, il suo inguine schiaccia dolcemente la punta congestionata del mio pene durissimo, che scivola sulla sua pelle ergendosi tra di noi come una spada sguainata e ansiosa di colpire.
Il suo volto si accosta al mio, vicino, così vicino. Sento il profumo delle sue labbra, della sua bocca e il calore del suo respiro nel mio. Avvicina le labbra al mio collo e sfiora appena la mia pelle, scuotendomi con brividi intensi, e sale. La sua lingua tocca il mio lobo destro, rotea dietro e intorno all'orecchio, poi sento per la prima volta la sua voce, in un sussurro, calda e velata.
"Io sono Melissa. E sono tua, completamente tua".
Con le mani l'avvolgo, la sua pelle è liscia, elastica, cingo piano il suo collo sottile tra le dita e finalmente la bacio. La mia bocca incontra la sua, le nostre lingue si intrecciano, si avvolgono, si leccano e si stringono in un lungo, intenso e passionale bacio. La sua lingua si impossessa della mia bocca, mi riempie e si insinua dentro di me delicatamente, senza fretta. Come una eterea ballerina danza tra le mie labbra, nella mia bocca con una lentezza esasperante, proprio come vorrei io muovere dentro di lei ora il mio sesso, lentamente, con fermezza ma senza fretta. Quando si distacca da me non ho davvero idea di quanto tempo sia trascorso. Con una mano si allunga oltre la vasca, aprendo uno scomparto nascosto nel pavimento ed estraendo un grande flacone di cristallo con all'interno un fluido rosso semitrasparente. Ne versa molto sulla mano sinistra, quindi passandola rapidamente nell'acqua l'appoggia su di me. Il movimento rotatorio impresso inizia a formare un'intensa, abbondante schiuma che morbida e avvolgente mi ricopre. La schiuma vermiglia, profumata di lampone e frutti rossi, inizia a gonfiare su di noi mentre le sue mani, più volte imbevute, iniziano a stringermi, lisciarmi, accarezzarmi ovunque.
Le sue dita massaggiano prima il collo, poi le spalle e la schiena, risalgono quindi sul petto e scendono infine tra le gambe. Il rosso sapone aggiunge scorrevolezza al movimento, mentre con abilissimi movimenti gioca e scorre sul mio cazzo marmoreo e poi giù a stringere e titillare i testicoli caldi e gonfi. Stuzzica quindi il perineo, accarezza le natiche e la sua bocca torna a unirsi alla mia. La punta del suo dito ora si insinua delicata e invadente in me, mentre l'altra mano stringe e massaggia la mia eccitazione, conducendomi rapidamente alle soglie di un possente orgasmo. Ma, appena prima dell'irreparabile, si distacca da me con un'ultima leccata alle mie labbra e si distende sulla schiena sul pelo dell'acqua ormai intensamente arrossata. Appoggia le braccia allungate sul bordo e solleva così le gambe intorno al mio collo, quindi incrociando i piedi mi attira a sé. Il mio viso sprofonda così tra le sue candide cosce e il profumo della sua eccitazione completa e sovrasta l'aroma dei frutti rossi. Con le dita allarga le sue intime labbra offrendosi a me, alla mia bocca, alla mia lingua che affonda in lei assetata e affamata del suo piacere. Lecco, bacio, succhio e mordicchio, a volte lento e a volte rapido, stringo il clitoride, poi entro profondo quasi volessi possederla con la lingua. Le sue cosce si stringono alle mie orecchie e le sento vibrare, tremare ai miei baci profondi. Le mie mani stringono forte il suo sedere sodo e così desiderabile e poi le mie dita, fluide di schiuma scivolano in lei, scorrono nella sua fica dolcissima, quindi stuzzicano e invadono il suo culetto stretto ma elastico. Prima una e poi due invadono entrambi i suoi fiori del piacere e, unite alla mia lingua sul clitoride, conducono Melissa a un intenso, vibrante e urlato orgasmo.
Adesso però non resisto più. Mentre è ancora preda dei sospiri del dopo piacere, senza smettere di stringere il suo sedere tra le mani, le abbasso le gambe all'altezza dei miei fianchi e con un unico profondo movimento entro in lei. Un gemito di piacere di entrambi accompagna il mio ingresso nel suo dolce, caldo e tenero nido di lussuria. Ora finalmente sono in paradiso. Inizio a muovermi spingendola dolcemente a ogni colpo fuori dall'acqua. Le sue gambe incrociate sulla mia schiena stringono e assecondano ogni spinta, i suoi occhi restano incollati ai miei, peccaminosi e perversi, la sua bocca si apre mentre si lecca e morde le labbra gemendo e pregandomi di continuare. Ancora e ancora. Forte e sempre più forte. Le mie dita stringono il suo sedere mentre l'incedere dei miei colpi aumenta ritmico, forte, intenso. Infine esplodo dentro di lei, insieme a lei. Un orgasmo totale, incredibile, profondo e assoluto.
Mi abbandono all'acqua uscendo da lei. Pochi istanti di splendido nulla a occhi chiusi pervadono la mia mente, poi la sento muoversi lenta dietro di me, abbracciandomi. La sua bocca scorre sul mio collo facendomi sentire lingua e denti. Mordicchia, succhia e lecca facendomi inarcare di piacere, le sue mani stuzzicano i miei capezzoli, stringendo, tirando e la sua voce, ora roca, mi sussurra all'orecchio peccaminose e perverse promesse. Poi la sua mano destra torna ad accarezzarmi dietro, il suo dito si infila nuovamente a fondo nel mio sedere e la mia eccitazione torna prepotente a svettare. Un altro suo sussurro mi scuote e irrigidisce ancora di più, mentre si distacca nuovamente da me e si appoggia con le ascelle sul bordo, le braccia piegate all'interno e le mani con i palmi sul pavimento.
Gira la testa all'indietro, da destra, e mi rivolge uno sguardo eccitato, peccaminoso mordendosi il labbro inferiore. Mi appoggio alla sua schiena, poso le mani sui suoi fianchi, accarezzando e stringendo. Le allargo le gambe con le mie, spingendo i miei piedi contro i suoi verso l'esterno, la mia mano scende tra le sue gambe, accarezza, penetra, viola e allarga, quindi avvicino la punta dura e vogliosa del mio cazzo sul suo tenero roseo buchino e spingo. Un suo unico, acuto, lungo lamento di piacere accompagna in mio ingresso, molto lentamente scivolo sempre più su, finché i miei testicoli si appoggiano alle sue vagina. La sento così stretta intorno a me, avvolgente. Le sue contrazioni modulate sono quasi un massaggio erotico e la voglia mi assale irrefrenabile. Inizio a muovermi su e giù, prima piano e poi sempre più agevolmente, mentre con una mano l'accarezzo, stringo il clitoride tra le dita accompagnando il ritmo del mio cazzo durissimo che le viola il culo, sempre più intensamente. L'orgasmo questa volta mi coglie più in fretta, irrefrenabile spargo nuovamente il mio seme dentro Melissa.
Ci separiamo ancora, sempre a malincuore. Lei torna verso di me, il viso con l'espressione più peccaminosa che io possa immaginare, e mi parla ancora.
"Non sarai mica già stanco? Io ho appena iniziato con te. Nelle altre stanze ci aspettano il paradiso e l'inferno".
Le sorrido, mi avvicino e la bacio ancora, intensamente.
Un pizzicore dietro l'orecchio destro mi interrompe, forte, quasi un bruciore. Gemo e un piccolo urlo esce dalle mie labbra. Senso di nausea, disorientamento. Chiudo gli occhi, quindi li riapro. Sono disteso sul mio divano di casa, sbatto le palpebre un paio di volte, quindi scollego il microjack neurale. La voce del mio iVirtualife mi riposta completamente alla realtà, è una voce dolce, sensuale, che riconosco. La voce di Melissa.
"Sono così spiacente tesoro, ma il demo omaggio del nuovissimo programma di realtà virtuale Simply Red è terminato. Se vuoi avermi ancora, e ancora e ancora, acquista il programma completo su iTunes. Per soli milleottocento crediti sarò tua per sempre. Subvocalizza per l'acquisto".

Chance for me to escape from all I know.
Holding back the tears.
There's nothing here has grown.
I've wasted all my tears,
Wasted all those years.
Nothing had the chance to be good,
Nothing ever could, yeah.
I'll keep holding on,
I'll keep holding on,
I'll keep holding on,
I'll keep holding on
So tight.

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