Racconti Erotici

Adamas ater

Scritto da In vino vanitas

Gola strozza ogni
respiro
e bevo fiato porpora
stanotte.
Come ogni notte che non ti ho mia.

E non dormirò mai più amore mio
pensando al bacio originario
timido e asciutto come un oceano
bianco d'enfasi
intenso come morire soffocati.

E non dormirò mai più
ché mi sperde il delirio delle tue urla
che strapparono i miei capelli
(i miei lunghi e meravigliosi capelli che non ami da tempo).

In ogni fotoparola tonante il lezzo
di merda che abbiamo vomitato
rivivo i tuoi occhi gialli.
Lupa mia.
E se ora sei una cagnetta
e scodinzoli innocua e misera
anelo ancora ai tuoi canini impietosi
all'esiziale dolcezza ch'ha strappato
il mio cuore dal mio petto
sfasciando le costole e lo sterno nevrotico
facendosi spazio con la lingua che ancora desidero leccare
fin dentro le vene stillanti spirito
strappate una a una
con la voracità di un amore infetto.

Ed ecco quel che ci separa:
il mio cuore è il diamante che ha crepato i tuoi denti.
Perduti dentro di me
ora son schegge di un dolore assente
nell'assenza d'un cuore a dolersene.

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