Racconti Erotici

Il segreto di Valeria

Scritto da Valeria

Valeria ha sentito uno strano odore appena ha varcato la soglia della camera. Era un odore a lei noto, un profumo conosciuto. L’odore inconfondibile di sesso che si sente in ogni camera da letto.

Nel buio più completo ha allungato la mano verso destra e ha trovato il bottone. Ha fatto scorrere sotto i polpastrelli il suo rilievo ma poi lo ha lasciato andare.

     A tastoni è arrivata al letto, a pochi metri dall’entrata.

 

     È salita con le ginocchia affondando di qualche centimetro sul materasso, poi si è distesa di schiena spargendo i capelli sul cuscino.

     Il letto era caldo.

     Caldo come se qualcuno fosse rimasto sdraiato lì per almeno qualche minuto, e poi si fosse alzato poco prima del suo arrivo.

     Strano perché l’unica persona che, al suo fianco, era solita sdraiarsi su quel letto, non entrava ormai più in quella casa già da parecchio tempo.

 

     Il portatile sul comodino ha emesso un avviso.

     Valeria lo ha appoggiato sulle cosce digitando sulla tastiera la risposta a quell’invito.

     “Mi sono sempre piaciute le bionde”, le ha scritto l’uomo. “E tu come sei?”, ha continuato.

     “Bionda… di un biondo chiaro”, gli ha risposto.

     In realtà Valeria bionda non lo era mai stata.

     Anzi, i suoi capelli erano di un nero quasi corvino e le bionde, oltretutto, non le erano neanche mai piaciute.

 

     Ma che importa?

     Non ha forse il diritto, un uomo, di sognare ciò che ama?

     Tanto Valeria non sarà né occhi, né corpo, né voce.

     Sarà soltanto Nessuno, proprio come a lei piace.

 

     Anche Valeria sognava.

     Immaginava quell’uomo, probabilmente grasso o calvo, come il più affascinante degli uomini.

     Sognava notti di sesso e trasgressioni, di giochi strani e di passioni,

     mentre presumibilmente l’uomo che era lì a farla godere

     era solo uno dei tanti, piccoli, giocolieri di parole.

 

     Ma che importa?

     La rete è come un armadio.

 

     ON.

 

     E scegli tu come vestire.

     Sembra l’armadio dei giochi e dei travestimenti, mi ha detto qualcuno.

     E quando si sceglie un abito ci si veste di nuove emozioni, oltre che di nuovi occhi, voce, odori.

 

     “Accendi la cam, fatti vedere”, le scrive l’uomo.

     Ma Valeria no, non può accettare.

     Ora non ha occhi, né voce, né odori.

     Solo due mani scese tra le cosce. Le dita a sfiorare per poi divaricare.

     Le labbra a schiudersi e bagnarsi. La schiena a distendersi per poi ancora incurvare.

     “Fammi godere, non parlare”.

     È l’ultima frase che lei riesce a dire.

 

     Prima di farsi ancora dita, lingua e sospiri. Prima che di nuovo nel buio si ritiri.

     Prima che la luna, sua compagna, vada a letto e l’abbandoni, per tornare la notte successiva senza i suoi pudori.

     Prima di bagnare ancora il letto dell’orgasmo sceso fino al culo.

 

     Valeria ora è Nessuno.

 

     Può solo scegliere un nuovo abito, un’altra stanza dei giochi, un nuovo giocoliere di parole.

     Come un nuovo lunedì, ogni settimana.

     Ogni lunedì, una persona nuova.

 

     “Chiamami, fatti sentire”, le scrive l’uomo.

     Ma Valeria no, non può accettare.

     Torna a essere Nessuno fino al momento di cambiare.

     Cambiare abito, occhi, voce e odore.

     Finché un nuovo compagno non farà accendere la luce.

     E allora ancora orgasmi, grida, rumori,

     nelle mani di un altro piccolo, furbo, giocoliere di parole.

     Che le chiederà di gridare, gemere e godere.

     Che le mostrerà come è bravo, a fare il giocoliere.

 

     “Mi piace farmelo succhiare, a te cosa piace?”.

     “Adoro prenderlo in bocca, e poi ingoiare”.

     Anche se in realtà a Valeria non piace. Non tutti i giocolieri hanno un buon sapore.

 

     “Fammi godere, non parlare”.

     È l’ultima frase che lei riesce a dire.

 

     Prima di farsi di nuovo dita, lingua, sospiro.

     Prima di farsi orgasmo, gemito, respiro.

     Prima che su quel letto caldo si inizi ancora a godere.

     Prima che lei stessa si trasformi in giocoliere di parole.

 

     Caro lettore, scusa per lo sfogo,

     ma Valeria spera che qualcuno cerchi di scoprire il suo segreto.

     Cerca nel profondo, non fermarti al vestito.

     Fai come se fossi un curioso con la curiosità di un bambino.

     Come la lettera rubata e cercata per il mondo,

     scopri il suo segreto, ma scava nel profondo.

 

     Cosa la spinge a fare un gioco, anche se pericoloso.

 

     Strappa gli abiti, lacera la pelle,

     mentre Valeria raggiunge il letto e si distende.

     Mentre allarga le gambe e con le mani si fa strada.

     Mentre diventa dita, labbra. Mentre diventa aria.

     E non può farne a meno, perché ora lei è Nessuno.

     E ama il suo gioco, anche se pericoloso.

     “Fammi godere, non parlare”,

     perché siamo solo,

     in fondo,

     giocolieri di parole.

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